
Per i familiari delle vittime e i sopravvissuti dell’incendio di Crans-Montana, il percorso verso la giustizia si preannuncia lungo e complesso. A sei mesi dal rogo di Capodanno, costato la vita a 41 persone, tra cui sei ragazzi italiani, emerge infatti un nuovo elemento destinato ad alimentare il dolore di chi attende risposte.
Secondo il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Feraud, il procedimento civile relativo ai risarcimenti potrebbe richiedere almeno quindici anni prima di arrivare a una conclusione.
«È improbabile che il procedimento si concluda prima di 15 anni»
Intervistato dal quotidiano svizzero Blick, il primo cittadino non ha nascosto le difficoltà che attendono le famiglie coinvolte.
«È improbabile che il procedimento civile si concluda prima di almeno quindici anni», ha dichiarato.
Un’attesa lunghissima che rischia di rappresentare un ulteriore peso per chi ha perso un familiare o porta ancora addosso le conseguenze fisiche e psicologiche della tragedia.
Feraud ha spiegato che il Comune non esclude di dover affrontare richieste di risarcimento molto elevate, ma dovrà al tempo stesso preservare la sostenibilità dei propri conti.
Per questo motivo, ha precisato, l’amministrazione intende accantonare progressivamente risorse economiche ogni anno, così da «evitare di compromettere le finanze locali».
I primi indennizzi alle famiglie
Nel frattempo è stato attivato un primo piano di sostegno economico.
Il Cantone del Vallese ha previsto un anticipo di 50 mila franchi svizzeri per ciascuna vittima, pari a oltre 54 mila euro, somme che saranno successivamente rimborsate dalle autorità federali.
Secondo quanto riferito da Blick, entro la fine di giugno erano già stati erogati 88 risarcimenti sui 125 previsti.
Si tratta però di importi provvisori, molto inferiori alle richieste economiche che stanno emergendo nell’ambito delle cause civili.
La richiesta milionaria di una famiglia
Tra i casi più rilevanti figura quello di una famiglia i cui due figli sono sopravvissuti all’incendio riportando gravissime conseguenze.
I due fratelli chiedono un risarcimento di 25 milioni di franchi svizzeri ciascuno – oltre 27 milioni di euro – per i danni fisici e psicologici subiti.
Ai loro ricorsi si aggiungono quelli dei genitori e di un terzo figlio, che domandano complessivamente altri 6 milioni di franchi.
La richiesta complessiva della famiglia supera così i 56 milioni di franchi svizzeri, equivalenti a oltre 60 milioni di euro, a testimonianza dell’entità dei danni e delle conseguenze che il rogo continua ad avere sulla vita dei sopravvissuti.


