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Ucraina, si aggrava ancora il bilancio delle stragi russe: 30 morti a Kiev, uccisa una bimba

Pubblicato: 03/07/2026 08:53

Continua ad aggravarsi il bilancio della guerra in Ucraina. Con il passare delle ore emergono nuove vittime del devastante attacco russo contro Kiev, dove i soccorritori continuano a scavare tra le macerie degli edifici colpiti e il numero dei morti è salito a 30. Ma la notte è stata segnata anche da un nuovo bombardamento nella regione di Sumy, dove un drone ha centrato un condominio provocando quattro vittime, tra cui una bambina di meno di due anni. Mentre sul terreno proseguono i raid e le operazioni di soccorso, l’Onu torna a condannare gli attacchi contro i civili, definendoli una violazione del diritto internazionale umanitario e rilanciando l’appello a un cessate il fuoco immediato.

07:48 – Sale a 30 il bilancio dei morti nell’attacco su Kiev
Continua a crescere il numero delle vittime del massiccio attacco russo che ha devastato Kiev. Il Servizio statale per le emergenze ucraino ha comunicato il recupero di altri tre corpi dalle macerie degli edifici colpiti, facendo salire il bilancio ad almeno 30 morti. Le squadre di soccorso sono ancora impegnate nelle operazioni di ricerca, mentre resta elevato anche il numero dei feriti e non si esclude che il bilancio possa aumentare ulteriormente.

07:46 – Drone su un condominio a Sumy: quattro morti, tra loro una bambina
Un nuovo raid russo ha colpito la regione di Sumy, nel nord-est dell’Ucraina. Un drone si è abbattuto su un condominio nella comunità di Romenska, provocando un vasto incendio. Secondo le autorità locali sono morte quattro persone: due donne, un anziano e una bambina di meno di due anni, rimasta uccisa insieme alla madre. I soccorritori hanno lavorato per ore tra le fiamme e le macerie dell’edificio.

00:27 – L’Onu condanna gli attacchi: “Colpire i civili viola il diritto umanitario”
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha condannato con fermezza gli attacchi russi contro Kiev e altre città ucraine. Attraverso il suo portavoce Stéphane Dujarric, ha ribadito che gli attacchi contro civili e infrastrutture civili rappresentano una chiara violazione del diritto umanitario internazionale e ha rinnovato l’appello a una de-escalation immediata, con un cessate il fuoco completo e incondizionato.

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