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La lezione del comunista Occhetto alla sinistra: “Un presidente della Repubblica di destra non è uno scandalo”

Pubblicato: 03/07/2026 19:03

Il dibattito sul futuro Quirinale continua ad animare il confronto politico dopo le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sostenuto come un capo dello Stato proveniente dal centrodestra non debba più rappresentare un tabù. Mentre dal centrosinistra sono arrivate dure critiche, a sorprendere è stata la posizione di Achille Occhetto, ultimo segretario del Partito Comunista Italiano, che ha invitato a distinguere l’appartenenza politica dal ruolo istituzionale del presidente della Repubblica.

“Un presidente di destra non è uno scandalo”

In un’intervista al Foglio, Occhetto ha preso le distanze dalle reazioni allarmistiche di una parte della sinistra. “Un presidente della Repubblica di destra non è uno scandalo”, ha dichiarato, spiegando di non vedere alcuna incompatibilità tra una provenienza politica di centrodestra e il ruolo di garante delle istituzioni.

Una posizione che si distingue nettamente dalle critiche rivolte a Meloni dopo aver auspicato l’elezione di un capo dello Stato non riconducibile all’area progressista. Nei giorni scorsi, infatti, Anpi, esponenti del Partito Democratico e altri leader dell’opposizione hanno espresso forti perplessità sull’ipotesi.

Il ricordo di Cossiga e Scalfaro

Occhetto ha richiamato alcuni precedenti storici per sostenere la propria tesi. “Non mi scandalizza affatto pensare a un capo dello Stato dell’altra parte”, ha affermato, ricordando che il Pci non ha mai rivendicato un presidente della Repubblica “di sinistra”, ma ha sostenuto figure considerate di garanzia.

L’ex leader comunista ha citato in particolare Oscar Luigi Scalfaro, eletto anche grazie al lavoro svolto insieme a Marco Pannella, e Francesco Cossiga, la cui elezione vide il sostegno dei comunisti.

“Noi del Pci non abbiamo mai chiesto un presidente della Repubblica di sinistra. Abbiamo sempre votato e fatto votare presidenti che fossero garanzia”, ha spiegato.

Il problema, secondo Occhetto, è la legge elettorale

Pur ribadendo le proprie critiche all’attuale maggioranza e alle riforme istituzionali, Occhetto ha precisato che il nodo centrale non riguarda l’orientamento politico del futuro capo dello Stato.

Secondo l’ex segretario del Pci, il vero rischio sarebbe rappresentato da una legge elettorale che consentisse alla coalizione vincente di eleggere automaticamente anche il presidente della Repubblica.

“Il problema non è da quale parte provenga il capo dello Stato. Semmai, il fatto che il presidente della Repubblica seguirebbe il presidente del Consiglio”, ha osservato.

“Il Quirinale deve essere una garanzia”

Nel suo ragionamento, Occhetto invita a non leggere l’elezione del presidente della Repubblica esclusivamente attraverso la contrapposizione tra destra e sinistra.

“Sbaglia chi si indigna, in senso assoluto, per la parola ‘destra’. La prima carica dello Stato dovrebbe fuggire certe categorie”, ha concluso.

Per l’ex leader comunista, dunque, il criterio decisivo dovrebbe restare quello dell’autorevolezza, dell’imparzialità e della capacità di svolgere un ruolo di garanzia costituzionale, indipendentemente dalla storia politica del candidato.

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Ultimo Aggiornamento: 03/07/2026 19:04

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