Vai al contenuto

“Uccidere Trump” e giù applausi. Le minacce al funerale di Khamenei

Pubblicato: 05/07/2026 10:47

Nuove tensioni tra Iran e Stati Uniti dopo quanto accaduto durante i funerali pubblici dell’Ayatollah Ali Khamenei a Teheran. Nel corso della cerimonia, un oratore ha invocato apertamente la morte del presidente americano Donald Trump, raccogliendo gli applausi di una folla composta da centinaia di migliaia di persone. L’episodio arriva mentre sono in corso i negoziati tra Teheran e Washington per cercare una soluzione definitiva al conflitto.

Le frasi contro Trump davanti alla folla

A pronunciare le parole più dure è stato il poeta Mohammed Rasouli, che durante il suo intervento ha scandito gli slogan «Morte all’America» e «Morte a Israele».

Rivolgendosi ai presenti attraverso gli altoparlanti, Rasouli ha poi aggiunto, riferendosi a Donald Trump: «Perché l’uomo più bastardo del mondo è ancora vivo?». La frase è stata accolta da un lungo applauso della folla, così come un successivo passaggio nel quale ha affermato che «il mondo non è più un buon posto per Trump».

Nel corso della cerimonia sono comparsi anche cartelli e scritte che invocavano la morte sia del presidente americano sia del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Chi era presente alla cerimonia

La preghiera funebre è stata guidata dall’Ayatollah Jafar Sobhani, religioso sciita di 97 anni, presso la Grande Mosalla di Teheran.

Alla cerimonia hanno preso parte i figli di Khamenei Masoud, Meysam e Mostafa, oltre al presidente iraniano Masoud Pezeshkian, al presidente del Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf, al comandante delle Guardie Rivoluzionarie, il generale Ahmad Vahidi, e al comandante della Forza Quds, Esmail Qaani.

Assente invece il nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei, figlio dell’ex Guida Suprema. Secondo diverse ricostruzioni si troverebbe nascosto dopo essere rimasto ferito nel raid aereo che ha provocato la morte del padre. Anche nei suoi confronti Israele avrebbe rivolto minacce.

I negoziati con gli Stati Uniti sullo sfondo

Le dichiarazioni pronunciate durante i funerali arrivano in un momento particolarmente delicato sul piano diplomatico. L’Iran e gli Stati Uniti stanno infatti portando avanti contatti per tentare di chiudere definitivamente il conflitto.

Nonostante questo, la manifestazione di Teheran è stata caratterizzata da slogan ostili nei confronti di Washington e di Israele. Le invocazioni contro Trump sono risuonate proprio mentre il presidente americano partecipava a Washington alle celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure