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Scoperta in Europa rete di abusi sulle donne: responsabili i mariti e i compagni. L’indagine dell’Europol

Pubblicato: 05/07/2026 19:27

Una rete internazionale di stupri facilitati con droghe e sostanze sedative è stata scoperta nel corso dell’operazione Medusa, coordinata da Europol e condotta in collaborazione con diverse polizie nazionali. L’indagine ha portato all’arresto di 57 persone in più Paesi e ha fatto emergere un sistema criminale basato su violenze sessuali perpetrate contro donne, spesso all’interno di relazioni di fiducia come rapporti di coppia o contesti familiari. Il caso richiama alla memoria la vicenda di Gisèle Pelicot, che aveva già acceso l’attenzione pubblica europea su dinamiche simili.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vittime venivano drogate o sedate con farmaci e sostanze stupefacenti somministrate dopo aver acquisito informazioni su come utilizzarle attraverso comunità online. In molti casi si trattava di mogli, compagne o conoscenti, colpite all’interno delle proprie abitazioni e rese incapaci di reagire. L’inchiesta descrive un fenomeno diffuso e strutturato, alimentato da reti digitali in cui gli abusi venivano pianificati e in alcuni casi condivisi tra gli utenti.

L’indagine internazionale e la rete online degli abusi

L’operazione Medusa è stata definita la prima azione internazionale coordinata specificamente contro le violenze sessuali facilitate dall’uso di sostanze sedative. Il coordinamento ha coinvolto investigatori di Europa, Nord e Sud America, con una riunione operativa alla National Crime Agency britannica di Londra, dove 29 investigatori di sette Paesi hanno incrociato dati e informazioni raccolte nei mesi precedenti.

Gli investigatori hanno individuato almeno quattro nuove comunità online a carattere misogino e identificato 156 persone tra vittime e presunti responsabili, aprendo 113 indagini penali e avviando 274 ulteriori piste investigative. Le autorità coinvolte includono le forze di polizia di Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Brasile e Stati Uniti, con il supporto analitico di Europol e la collaborazione di Canada e Ungheria.

Secondo gli inquirenti, si tratta solo di una parte emersa di un fenomeno molto più ampio, difficile da quantificare proprio per la natura segreta delle reti coinvolte.

Le indagini e il ruolo delle comunità online

Gli investigatori hanno evidenziato come il fenomeno non si limiti a episodi isolati, ma sia sostenuto da comunità digitali chiuse, ospitate su piattaforme criptate e forum privati. In questi spazi gli utenti si scambiavano consigli pratici su farmaci e sostanze sedative, modalità di somministrazione e tecniche per ridurre la capacità di reazione delle vittime, oltre a condividere materiale relativo agli abusi.

Tra le sostanze utilizzate figurano anche farmaci sedativi regolarmente prescritti, impiegati per provocare perdita di coscienza e amnesia, rendendo estremamente complessa sia la denuncia sia la ricostruzione giudiziaria degli episodi.

Secondo la National Crime Agency britannica, nella maggior parte dei casi le violenze avvengono all’interno di relazioni intime di lunga durata e possono protrarsi nel tempo anche per anni. Molte vittime non ricordano gli episodi o non riescono a collegare i sintomi a un’aggressione, mentre altre non denunciano per vergogna o per difficoltà nel riconoscere quanto accaduto.

Il fenomeno, spiegano gli investigatori, potrebbe essere molto più esteso di quanto oggi documentato, con numerose vittime ancora non identificate e una rete transnazionale che continua a emergere attraverso nuove indagini collegate.

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