
Giuseppe Cruciani torna a far discutere con una lunga intervista al Corriere della Sera, nella quale affronta temi che spaziano dalla politica al costume, passando per il suo stile di vita e il rapporto con alcuni protagonisti della scena pubblica italiana. Il conduttore de La Zanzara afferma di mangiare una sola volta al giorno e, tra provocazioni e riflessioni, ipotizza anche un possibile futuro in politica, limitato però all’amministrazione locale. «Io a Milano farei il sindaco», dice, salvo poi precisare che non ha intenzione di candidarsi.
Cruciani racconta di aver ricevuto in passato una proposta da Matteo Salvini per una candidatura a sindaco di Milano. Pur escludendo un impegno politico nazionale, spiega che l’amministrazione di una città sarebbe l’unico ambito che potrebbe interessarlo, perché consentirebbe di confrontarsi con i problemi concreti dei cittadini. Nell’intervista esprime anche un giudizio sull’attuale sindaco Giuseppe Sala, sostenendo che avrebbe sottovalutato il tema della sicurezza e criticando il centrodestra per non aver ancora individuato un candidato competitivo. Secondo il conduttore, Milano avrebbe bisogno di «un sindaco porta a porta, quasi alla Vannacci».
Le opinioni su femminismo, Schlein e Boldi
Nel corso dell’intervista, Cruciani affronta anche il tema del patriarcato, sostenendo che oggi esista solo in forma residuale. Rivolgendosi alle femministe, afferma che le battaglie dovrebbero concentrarsi su Paesi come l’Iran, criticando invece iniziative come le quote rosa e il reato di femminicidio, di cui propone l’abolizione.
Parlando della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, il conduttore si dice invece favorevole a una proposta sul matrimonio egualitario ispirata al modello spagnolo, dichiarando che sarebbe pronto a sostenerla se diventasse uno dei punti centrali del programma politico del Pd.
Tra i personaggi citati nel suo libro compare anche Massimo Boldi, definito da Cruciani «un martire del nostro tempo» per la vicenda che lo vide escluso dal ruolo di tedoforo alle Olimpiadi invernali dopo alcune dichiarazioni sulle donne nello sport.
Il ricordo di Vittorio Sgarbi
Nell’intervista, Cruciani torna anche sul rapporto con Vittorio Sgarbi, spiegando di essere spesso considerato, a suo giudizio immeritatamente, un suo erede. Con il consueto tono ironico, racconta: «Volevo entrare nel suo harem, mi spinse fuori».
Accanto alla battuta, il conduttore ricorda anche un momento più personale, raccontando di aver fatto visita a Sgarbi nel febbraio 2025, durante il periodo più difficile della malattia. Un incontro che definisce «molto commovente e privato».


