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Attentato a Ranucci, Lavitola scrive al giornalista durante la perquisizione: “I pm dicono che ti avrei aiutato”

Pubblicato: 08/07/2026 14:46

Mentre i carabinieri stavano eseguendo una perquisizione nella sua abitazione, Valter Lavitola avrebbe inviato un messaggio a Sigfrido Ranucci, cercando di spiegare la propria posizione dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta sull’attentato dinamitardo avvenuto lo scorso ottobre davanti alla casa del conduttore di Report.

Secondo quanto riportato da Domani, l’ex direttore dell’Avanti! avrebbe scritto a Ranucci che gli investigatori sostengono di avere «elementi inconfutabili» per ritenerlo il presunto mandante dell’attentato, aggiungendo che, secondo l’ipotesi accusatoria, l’azione non sarebbe stata organizzata per fargli realmente del male, ma addirittura «per aiutarlo». Una ricostruzione che Lavitola avrebbe definito incredibile.

L’inchiesta e l’interrogatorio

Lavitola è atteso oggi davanti ai magistrati della Procura di Roma, che gli contestano il reato di strage aggravata dal metodo mafioso. Un’accusa particolarmente grave, sulla quale gli inquirenti stanno continuando ad acquisire elementi.

Secondo la ricostruzione investigativa, il presunto intermediario che avrebbe reclutato il gruppo incaricato di collocare l’ordigno sarebbe Gomes Tavares Clesio, dipendente di una società riconducibile a Lavitola e attualmente in Camerun. La Procura, stando a quanto emerso, ritiene al momento poco credibili altre piste, comprese quelle legate alla criminalità organizzata o a possibili ritorsioni per le inchieste giornalistiche di Report.

Lo stupore di Ranucci

La svolta delle indagini ha sorpreso anche Sigfrido Ranucci, che ha raccontato di avere con Lavitola un rapporto di amicizia consolidato nel tempo. Il giornalista ha ricordato di frequentare abitualmente il ristorante dell’ex editore e di averlo accolto anche nella propria abitazione, spiegando che, oltre al rapporto personale, Lavitola era diventato anche una fonte utile per alcune inchieste.

Pur dichiarandosi sorpreso dagli sviluppi giudiziari, Ranucci continua a manifestare dubbi sull’ipotesi accusatoria. «Anche se dovessero emergere elementi a suo carico, sono certo che non volesse fare del male a me e alla mia famiglia», ha affermato.

L’ultimo messaggio

Nel messaggio inviato durante la perquisizione, Lavitola avrebbe infine espresso il proprio affetto nei confronti del conduttore Rai, scrivendo: «Ti voglio bene dal profondo del cuore e per me sei come e più di un fratello. Non so se dopo questa vicenda potremo tornare a frequentarci, ma per me sarebbe una perdita gravissima. Che Dio ti benedica, amico mio».

L’inchiesta della Procura di Roma prosegue per chiarire il ruolo degli indagati e verificare la fondatezza delle accuse formulate nei confronti di Lavitola.

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