Vai al contenuto

“È morto”. Sport italiano in lutto, se ne va un pezzo di storia

Pubblicato: 08/07/2026 17:29

Il mondo del giornalismo sportivo e della televisione italiana piange la scomparsa di uno dei suoi volti e delle sue voci più autorevoli. Si è spento all’età di settantanove anni un uomo che ha letteralmente plasmato il modo inche oggi viene raccontato lo sport sul piccolo schermo. La sua dipartita lascia un vuoto incolmabile non solo tra i colleghi e gli addetti ai lavori, ma anche nei tantissimi appassionati che, nel corso dei decenni, sono cresciuti sintonizzandosi sulle sue frequenze. Questo professionista ha rappresentato una vera e propria avanguardia in tempi in cui la televisione muoveva passi pionieristici, riuscendo a intravedere prima di altri le immense potenzialità del mezzo di comunicazione e trasformando la narrazione calcistica da una semplice cronaca degli eventi a un vero e proprio spettacolo intrattenitivo, pur mantenendo sempre un profilo di altissima competenza e assoluto rigore professionale.

Un pioniere che ha rivoluzionato il racconto calcistico

La figura di Luigi Colombo resterà per sempre impressa negli annali della televisione per essere stato un autentico innovatore del linguaggio giornalistico. A lui si deve infatti l’invenzione della telecronaca a due voci, una formula che oggi consideriamo lo standard assoluto per qualsiasi evento sportivo, ma che all’epoca rappresentò una rivoluzione senza precedenti. Durante gli anni d’oro di Telemontecarlo, intuisce che il racconto della partita poteva arricchirsi enormemente grazie al supporto tecnico di un ex calciatore o di un allenatore. Da questa felice intuizione nacquero sodalizi memorabili con vere e proprie leggende del calcio come José Altafini, Fabio Capello e Giacomo Bulgarelli. Questa accoppiata tra il giornalista professionista e la spalla tecnica permise di approfondire le dinamiche di gioco in tempo reale, portando nelle case degli italiani un commento tecnico competente e al tempo stesso dinamico.

Nel corso della sua lunghissima ed eccezionale parabola professionale, Luigi Colombo ha commentato oltre 550 partite internazionali, diventando il punto di riferimento per tutti gli amanti del calcio estero, che sapeva spiegare e descrivere con un’eleganza innata e una punta di proverbiale ironia. Il suo curriculum vanta la copertura di ben tre edizioni delle Olimpiadi e di tre edizioni dei Campionati Europei, manifestazioni seguite sempre con lo stesso entusiasmo e con una precisione cronachistica impeccabile. I suoi primi passi nel settore erano iniziati agli albori dell’emittenza privata con Telemilano 58, dove ebbe modo di incrociare il proprio cammino con colossi dello spettacolo come Mike Bongiorno. Nel corso della sua vita ha avuto il privilegio di raccontare le gesta dei più grandi campioni di sempre, incluso Diego Armando Maradona, costruendo un percorso umano e professionale straordinario che lui stesso aveva deciso di raccogliere e narrare tra le pagine del suo libro intitolato Passo doppio.

Il legame indissolubile con la sua terra d’origine

Oltre alla fortunatissima esposizione mediatica, Luigi Colombo è rimasto sempre un uomo profondamente ancorato alle proprie radici e alla propria comunità. Era nato a Cesano Maderno, nel cuore della Brianza, un comune che nel duemilasei lo aveva insignito del titolo di cittadino benemerito proprio come riconoscimento per il lustro portato alla città e per il suo costante impegno nel tessuto sociale locale. Tra le sue tante iniziative sul territorio si ricorda infatti la fondazione del Lions Club locale, segno tangibile di una generosità e di un’attenzione verso il prossimo che andavano ben oltre gli impegni professionali e lo sfarzo del mondo sportivo. La sua Brianza oggi lo piange non solo come il grande maestro di giornalismo che tutti conoscono, ma come un cittadino esemplare e una persona dotata di straordinari valori umani.

Il commosso ricordo delle istituzioni e dei colleghi

Le reazioni alla notizia della sua scomparsa sono state immediate e cariche di profonda commozione. Tra i tanti messaggi di cordoglio spiccano le parole di Federico Romani, attuale presidente del Consiglio regionale della Lombardia, il quale ha voluto sottolineare come il giornalista avesse sempre una marcia in più, citando ironicamente quel passo doppio che lo ha caratterizzato in vita e con il quale è salito direttamente in cielo. Le istituzioni lombarde hanno voluto rimarcare come l’intera comunità sia oggi decisamente più povera senza la sua curiosità, i suoi aneddoti storici e la sua capacità di nobilitare il racconto sportivo. L’eredità di Luigi Colombo continuerà a vivere stabilmente in ogni moderna trasmissione e in ogni singola telecronaca contemporanea, le quali rimangono debitrici di quel metodo innovativo che ha cambiato per sempre il modo di vivere e di trasmettere la passione per il calcio.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure