
Una giornata che doveva essere dedicata al divertimento e alle attività all’aria aperta si è trasformata improvvisamente in un’emergenza sanitaria, costringendo decine di giovani partecipanti a interrompere il campo estivo. Nel giro di poche ore è scattata una complessa macchina dei soccorsi, con l’intervento coordinato del personale sanitario e delle forze dell’ordine per assistere tutti i presenti.
L’episodio ha destato grande preoccupazione tra le famiglie, anche perché a essere coinvolti sono stati soprattutto bambini. Fortunatamente, fin dai primi riscontri è emerso che nessuno versava in condizioni critiche, ma la situazione ha richiesto comunque il trasferimento in ospedale per consentire tutti gli accertamenti necessari.

Scattano i soccorsi: si indaga sulle cause del malore collettivo
La vicenda si è verificata nel campo estivo della Protezione Civile di Corneto di Toano, in provincia di Reggio Emilia, dove una sospetta maxi-intossicazione ha interessato complessivamente 31 persone, tra cui 28 bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni e tre adulti, educatori e accompagnatori. Tutti hanno accusato gli stessi disturbi gastrointestinali, in particolare vomito e dissenteria, senza tuttavia perdere conoscenza.

L’allarme è scattato poco prima delle 18, quando alla centrale operativa del 118 è arrivata la segnalazione di un possibile episodio di intossicazione che coinvolgeva una trentina di persone. In pochi minuti sono stati mobilitati tre equipaggi di ambulanza con automedica, che hanno allestito un punto di assistenza medica direttamente presso il campo sportivo. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri di Castelnovo Monti e il Coordinamento territoriale del 118 per coordinare le operazioni.

Nel corso di circa un’ora e mezza, tutti i partecipanti che manifestavano sintomi sono stati trasferiti a bordo di un pullman verso l’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Durante il viaggio erano presenti un medico e un infermiere dell’ospedale Sant’Anna, mentre un’ambulanza ha seguito il mezzo per intervenire immediatamente in caso di aggravamento delle condizioni di qualcuno. Tutti sono stati classificati in codice verde, con sintomi giudicati di lieve entità, e sottoposti agli esami nei pronto soccorso pediatrico e generale.
Tra le prime ipotesi valutate dai sanitari c’era anche quella di un possibile colpo di sole, ma questa spiegazione sarebbe stata rapidamente esclusa. L’attenzione degli investigatori e delle autorità sanitarie si è quindi concentrata su altri possibili fattori che potrebbero aver provocato il malore collettivo.
Secondo quanto emerso nelle prime ore delle verifiche, il principale elemento sotto osservazione sarebbe l’acqua bevuta da tutti i partecipanti alle fontane pubbliche durante un’escursione. Nel corso della giornata i ragazzi avevano infatti raggiunto il Castello di Carpineti per il pranzo prima di fare ritorno al campo. Poiché non tutti avevano consumato gli stessi alimenti, ma tutti avevano bevuto dalla stessa fonte d’acqua, gli accertamenti si stanno concentrando proprio su questa circostanza per chiarire l’origine dell’episodio.
Nelle ore successive è intervenuto anche il sindaco di Toano, Leonardo Perugi, che ha voluto tranquillizzare cittadini e familiari spiegando: “Desidero rassicurare la cittadinanza e soprattutto le famiglie dei ragazzi coinvolti – afferma il primo cittadino –. Su 120 partecipanti, 28 ragazzi hanno manifestato sintomi riconducibili a una possibile intossicazione. Ero già sul posto al momento dell’accaduto e, insieme alle autorità competenti, agli organizzatori e al personale sanitario, abbiamo gestito tempestivamente la situazione seguendo i protocolli previsti”.
Il primo cittadino ha poi assicurato che il dialogo con le famiglie è stato costante fin dai primi momenti dell’emergenza, aggiungendo: “Sono state effettuate tutte le dovute comunicazioni ai genitori dei ragazzi coinvolti, che sono stati costantemente aggiornati sull’evoluzione della situazione – aggiunge infine –. Continueremo a seguire con la massima attenzione ogni sviluppo, in raccordo con le strutture competenti, per garantire tutte le verifiche necessarie”. Nel frattempo proseguono gli accertamenti sanitari e le analisi che dovranno stabilire con precisione che cosa abbia provocato la sospetta intossicazione.


