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Operaio muore colpito da un macchinario davanti ai colleghi: orrore in Italia

Pubblicato: 09/07/2026 14:15

Un’altra morte sul lavoro scuote la Toscana. Nella mattinata di oggi, 9 luglio, un operaio di 48 anni, Cornel Titi Teslaru, di nazionalità romena, ha perso la vita in un cantiere edile privato a Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze.

L’incidente è avvenuto poco dopo le 6 del mattino in via Lucchese. Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore sarebbe stato colpito da un macchinario, probabilmente una macchina utilizzata per il livellamento del calcestruzzo. Soccorso immediatamente, è deceduto durante il trasporto in ospedale a causa delle gravissime ferite riportate.

La vittima faceva parte di una squadra specializzata nella realizzazione di pavimentazioni per capannoni industriali, arrivata da Treviso per eseguire i lavori nel cantiere.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Sesto Fiorentino, la Polizia Scientifica, la Squadra Mobile e i tecnici del servizio di prevenzione e sicurezza della Asl, che dovranno ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

Il cordoglio del Pd Toscana

Sulla tragedia è intervenuto il segretario del Pd Toscana, Emiliano Fossi, che ha espresso vicinanza ai familiari della vittima e ha rilanciato il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

«La morte del lavoratore di 48 anni a Sesto Fiorentino è l’ennesimo, straziante dolore che colpisce la nostra comunità e di fronte al quale esprimo il più profondo cordoglio alla famiglia. Non è possibile uscire di casa per andare a guadagnarsi da vivere e non fare più ritorno: la sicurezza nei cantieri e in ogni luogo di lavoro non può essere considerata un costo o una variabile secondaria, ma deve diventare la priorità assoluta dell’agenda politica e sociale».

Fossi ha quindi chiesto «controlli più stringenti, sanzioni severe per chi non rispetta le norme e un grande piano di investimenti sulla formazione», concludendo che «davanti a questa continua strage silenziosa non bastano più i messaggi di indignazione, serve un patto nazionale straordinario che metta la vita umana sopra ogni profitto».

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