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Rebibbia, accolto l’appello di Alemanno: concessa la grazia all’88enne Antonio Russo

Pubblicato: 09/07/2026 20:27

Antonio Russo, il detenuto di 88 anni il cui caso aveva acceso il dibattito sulle condizioni degli anziani nelle carceri italiane, ha lasciato il carcere romano di Rebibbia. Il magistrato di sorveglianza ha concesso la detenzione domiciliare per ragioni di salute, consentendogli di proseguire le cure fuori dall’istituto penitenziario.

Il provvedimento dopo la grazia parziale di Mattarella

A comunicare la decisione è stato il legale dell’uomo, l’avvocato Edoardo Albertario, spiegando che il magistrato di sorveglianza di Roma ha disposto in via urgente e provvisoria il differimento della pena per motivi sanitari.

Russo, condannato a 12 anni di reclusione per omicidio volontario, potrà quindi lasciare Rebibbia in attesa dell’udienza definitiva che valuterà la sua posizione.

Sul suo caso era già intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ad aprile aveva concesso una grazia parziale, cancellando due anni e sei mesi della pena ancora da scontare. La decisione era stata motivata tenendo conto dell’età avanzata, delle condizioni di salute dell’uomo e del contesto familiare nel quale era maturato il fatto.

L’appello di Alemanno e il dibattito sui detenuti anziani

La vicenda era stata portata all’attenzione pubblica dall’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e da Fabio Falbo, che avevano scritto una lettera al ministro della Giustizia Carlo Nordio e alla presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma Marina Finiti, richiamando l’attenzione sulla presenza di persone molto anziane negli istituti penitenziari.

Alemanno ha accolto con soddisfazione la decisione, definendola una vittoria per la giustizia e per il principio di umanità nelle carceri. Secondo l’ex primo cittadino, il provvedimento rappresenta il risultato della battaglia condotta insieme a Falbo attraverso l’iniziativa dei “Diari di cella”.

La soddisfazione del legale

Anche l’avvocato Albertario ha espresso apprezzamento per il provvedimento, sottolineando come la decisione riconosca il diritto di una persona ormai prossima ai novant’anni e con gravi problemi di salute a ricevere le cure necessarie vicino ai propri familiari.

Ora Antonio Russo potrà affrontare il percorso sanitario in un contesto diverso dal carcere, mentre resta fissata la successiva valutazione della magistratura di sorveglianza.

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