
Una coppia di Modena sostiene di aver perso 79mila euro dopo aver aderito alla cosiddetta “Scommessa collettiva” promossa da Mario Adinolfi. La vicenda è raccontata in un’intervista rilasciata a Repubblica, nella quale la donna ripercorre le tappe di quello che definisce un percorso iniziato con la fiducia e concluso con una denuncia depositata in Procura.
Secondo quanto riferito nell’intervista, i due coniugi, assistiti dall’avvocato Giorgio Dipietromaria, hanno presentato un esposto alla Procura di Modena lo scorso febbraio. Il fascicolo, dopo un’istanza di trasferimento avanzata dal legale, è ora in attesa di essere inviato a Roma, dove potrebbe essere riunito ad altri procedimenti riguardanti la stessa vicenda.
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Fiducia nata dalla condivisione degli stessi valori
La donna racconta di conoscere da anni la figura pubblica di Mario Adinolfi, pur senza aver mai avuto rapporti personali con lui prima della proposta di investimento.
«Gli abbiamo affidato il futuro della nostra vecchiaia. Ci fidavamo, lo abbiamo sempre votato. In cambio, però, ci ha portato via 79mila euro», afferma nell’intervista a Repubblica, spiegando come la fiducia fosse nata dalla condivisione delle idee e dei valori sostenuti dal fondatore del Popolo della Famiglia.
La sessantenne sottolinea che, fino a pochi anni fa, non avrebbe mai immaginato di poter vivere una situazione simile. «Per me ha sempre avuto ragione su tutto. Tranne, ovviamente, che sul truffare la gente», racconta, aggiungendo che lei lavora nelle segreterie scolastiche mentre il marito, oggi settantaduenne, ha trascorso l’intera vita lavorando come agricoltore.

L’adesione dopo un post su Facebook
Sempre nell’intervista a Repubblica, la donna spiega che il primo contatto sarebbe avvenuto attraverso un post pubblicato su Facebook, nel quale venivano prospettati guadagni tramite il cosiddetto betting di gruppo.
I coniugi, racconta, non conoscevano questo tipo di attività, ma decisero di approfondire perché la proposta arrivava direttamente da Mario Adinolfi. Dopo avergli scritto via e-mail, avrebbero ricevuto spiegazioni che, a loro dire, lasciavano intendere l’assenza di rischi.
Secondo il racconto, veniva assicurata la possibilità di ritirare il denaro in qualsiasi momento e veniva esclusa l’eventualità di perdite. Il 15 aprile 2022 sarebbero così stati effettuati i primi due bonifici da 10mila euro.
Nel corso dei tre anni successivi, la coppia afferma di aver trasferito complessivamente 79mila euro, somma che, secondo quanto riferito, alla scadenza del 31 dicembre 2025 avrebbe dovuto trasformarsi in 258mila euro.
I risparmi di una vita e l’attesa delle liquidazioni
La donna spiega che il denaro investito proveniva dalla vendita delle quote della società agricola nella quale il marito aveva lavorato per decenni.
«Erano soldi che ci servivano per vivere una vecchiaia serena», racconta a Repubblica, aggiungendo che rappresentavano il frutto di anni di lavoro e sacrifici.
Secondo il suo racconto, fino alla fine del 2025 i contatti via e-mail sarebbero stati frequenti e le risposte rapide. La situazione, però, sarebbe cambiata dopo la data indicata come termine della Scommessa collettiva, quando sarebbero dovute iniziare le liquidazioni.

Le richieste di chiarimenti e i richiami al Vangelo
Dopo la scadenza prevista, la donna racconta di aver iniziato a chiedere quando sarebbero stati restituiti i soldi.
Nell’intervista riferisce che, anziché ricevere indicazioni sui pagamenti, si sarebbe sentita rivolgere richiami di carattere religioso. «Mi invitava a non essere avida. Mi ricordava il Vangelo di Luca e quello di Matteo: “Non potete servire Dio e Mammona”», racconta, definendo quelle risposte «paradossali».
La denuncia e la posizione di Adinolfi
La coppia afferma di aver maturato il convincimento di essere stata raggirata dopo aver visto alcuni servizi televisivi dedicati alla vicenda. Da quel momento è stata presentata la denuncia alla magistratura.
Nel corso dell’intervista a Repubblica, la donna prende infine posizione anche rispetto alle dichiarazioni di Mario Adinolfi, che si è sempre dichiarato estraneo alle accuse.
«Sono in tanti a difenderlo. Dicono che stanno cercando di zittirlo e di gettarlo nel fango. Ma noi siamo stati truffati, come tante altre persone che avevano creduto in lui e nei suoi valori», conclude.


