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“Due bimbi lì…”. Guardia di finanza scopre maxi discarica abusiva, poi il vero orrore in mezzo ai rifiuti

Pubblicato: 10/07/2026 11:36

Un’attività di controllo del territorio finalizzata alla tutela dell’ambiente ha portato alla luce uno scenario di profondo degrado sociale e umano nel cuore della provincia veneta. Quella che per i militari sembrava profilarsi come una consueta operazione di contrasto agli illeciti legati allo smaltimento dei materiali di scarto ha svelato una realtà agghiacciante, rimasta a lungo invisibile alle istituzioni locali. Nel corso di un’ispezione mirata nel comune di Castelfranco Veneto, le forze dell’ordine si sono imbattute in una vasta area trasformata in deposito di immondizia a cielo aperto, scoprendo che al suo interno, in condizioni igieniche drammatiche, sopravviveva un intero nucleo familiare composto da una coppia e dai loro due figli piccoli, rispettivamente di appena 6 e 2 anni.

L’indagine ha preso il via lo scorso maggio nell’ambito dell’operazione denominata “Green shield”, un piano d’azione coordinato dalle Fiamme Gialle trevigiane per mappare e bonificare i siti contaminati, con particolare attenzione alle scorie industriali e chimiche. La svolta è arrivata grazie ai pattugliamenti aerei eseguiti dai piloti della Sezione Aerea di Venezia: dall’alto, l’equipaggio dell’elicottero ha individuato un terreno privato completamente sommerso da cumuli stratificati di detriti depositati direttamente sul suolo, privo di qualsiasi isolamento o pavimentazione protettiva.

Il blitz via terra, i sigilli al sito e il salvataggio dei minori

Il successivo intervento sul campo da parte delle pattuglie terrestri ha confermato i sospetti iniziali sul reato ambientale, svelando però il dramma umano della baracca abusiva situata al centro del perimetro. All’interno della struttura di fortuna risiedeva un uomo di nazionalità marocchina insieme alla consorte e ai due bambini, costretti a muoversi quotidianamente tra bombole di gas instabili e scarti speciali ad alto potenziale tossico. I finanzieri hanno immediatamente posto sotto sequestro l’intera area di Castelfranco Veneto per evitare ulteriori sversamenti, attivando al contempo la rete dei servizi sociali d’urgenza per sottrarre i minori a quel contesto insalubre e pericoloso.

Mentre gli inquirenti proseguono gli accertamenti per verificare se il sito venisse utilizzato come snodo di stoccaggio da parte di aziende della zona, la famiglia è stata ricollocata in un ambiente protetto. La delicatezza del caso è stata confermata anche dalle istituzioni cittadine, entrate in carica da pochissimo tempo rispetto allo sviluppo delle indagini. “Si tratta di una situazione delicata di cui sono venuta a conoscenza, ovviamente, solo dopo il mio insediamento” ha spiegato ufficialmente la sindaca di Castelfranco, che ha tenuto a precisare la linea d’azione del comune: “La priorità assoluta è stata la tutela delle persone: posso confermare che in questo momento la famiglia si trova in condizioni di sicurezza ed è pienamente in carico ai servizi sociali”.

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