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Via libera del Parlamento europeo al regolamento sull’euro digitale: come funzionerà e quando entrerà in vigore

Pubblicato: 10/07/2026 16:12

Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento che definisce il quadro normativo per l’introduzione dell’euro digitale, la futura versione elettronica della moneta unica europea. Il voto non comporta l’immediata entrata in circolazione della nuova valuta, ma rappresenta un passaggio fondamentale verso il suo lancio, previsto indicativamente nel 2029, dopo il completamento dell’iter legislativo e dello sviluppo tecnico da parte della Banca centrale europea.

Cosa prevede il regolamento

Il testo approvato stabilisce le regole giuridiche che consentiranno alla Bce di emettere l’euro digitale una volta conclusa la fase di preparazione.

Trattandosi di un regolamento europeo, la normativa sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento da parte dei singoli Parlamenti nazionali. Prima dell’entrata in vigore definitiva dovrà comunque ottenere anche il via libera del Consiglio dell’Unione europea.

Come funzionerà l’euro digitale

L’euro digitale sarà una forma elettronica della moneta emessa dalla Bce e affiancherà il contante, senza sostituirlo. Ogni euro digitale avrà lo stesso valore di un euro in banconote o monete.

I cittadini potranno conservarlo in un portafoglio digitale accessibile tramite un’app dedicata e utilizzarlo per effettuare pagamenti anche in modalità offline, senza connessione a Internet.

Secondo il progetto, il nuovo sistema offrirà diversi vantaggi: pagamenti senza commissioni per consumatori ed esercenti; possibilità di utilizzo anche offline; tutela della riservatezza delle transazioni, con un livello di privacy analogo a quello garantito dal contante; infrastruttura di pagamento interamente europea, riducendo la dipendenza dai circuiti internazionali.

Cosa non è l’euro digitale

Le istituzioni europee precisano che l’euro digitale non è una criptovaluta come Bitcoin o Ethereum e non sostituirà il contante, che continuerà a essere utilizzabile.

Diventerà invece una forma di moneta avente corso legale, il che comporterà l’obbligo per gli esercenti di accettarlo come mezzo di pagamento, secondo le modalità previste dalla normativa.

Le critiche e i timori

Sul piano politico, alcune forze hanno espresso contrarietà al progetto. I Conservatori europei sostengono che possa rappresentare un primo passo verso l’abbandono del contante, mentre i Patrioti europei ritengono che possa favorire il controllo dei pagamenti. La Commissione europea e la Bce ribadiscono invece che il contante continuerà a circolare e che l’euro digitale è progettato per garantire elevati standard di tutela della privacy.

Più concrete sono le preoccupazioni del settore bancario. Gli istituti di credito temono che parte dei depositi possa essere trasferita nei portafogli digitali emessi dalla banca centrale. Per limitare questo rischio, il regolamento prevede l’introduzione di un tetto massimo alle somme detenibili, che dovrebbe aggirarsi tra i 3.000 e i 4.000 euro per ciascun utente.

Anche i grandi operatori dei circuiti di pagamento, come Visa, Mastercard e PayPal, osservano con attenzione il progetto, che potrebbe aumentare la concorrenza nel settore dei pagamenti elettronici e rafforzare l’autonomia europea nelle infrastrutture finanziarie.

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