
La vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon, il secondo trionfo consecutivo sull’erba londinese e il quinto titolo del Grande Slam della sua carriera, ha emozionato anche chi lo accompagna ogni giorno nel lavoro quotidiano. Tra questi c’è il coach Simone Vagnozzi, che al termine della finale vinta contro Alexander Zverev ha confessato di essersi commosso.
«Un pochino ho pianto», ha ammesso l’allenatore marchigiano durante la conferenza stampa insieme a Darren Cahill, raccontando le emozioni vissute dopo un successo che consolida Sinner ai vertici del tennis mondiale.
Il futuro di Cahill e il messaggio di Vagnozzi
Uno dei temi affrontati in conferenza è stato il futuro di Darren Cahill, che non ha ancora deciso se proseguire la collaborazione con Sinner anche oltre la fine della stagione o dedicarsi definitivamente alla famiglia.
Vagnozzi ha escluso con decisione l’ipotesi di restare da solo alla guida del numero uno azzurro.
«Per fortuna io non lo sopporto più questo… no, scherzo», ha esordito sorridendo. Poi ha spiegato: «Lavorare in due non è facile. Io e Darren siamo stati fortunati a trovare una simbiosi così buona. A volte devi fare un passo indietro per lasciare spazio all’altro allenatore. Se lui dovesse smettere, e al momento non ha ancora deciso, cercheremo sicuramente qualcun altro. Perché 300 giorni l’anno in giro da solo io non ce la faccio come persona. È giusto che ci sia un’altra figura con cui alternarsi».
“Jannik è cambiato”
Vagnozzi ha poi raccontato come sia cambiato Sinner anche fuori dal campo rispetto a qualche anno fa.
«Noi allenatori dobbiamo essere bravi a capire che i ragazzi cambiano. Jannik non è più il ragazzo di 22 anni che viveva soltanto per il tennis. Oggi, quando finisce un torneo, vuole prendersi del tempo per sé, stare con la sua ragazza, con la sua famiglia e con le persone a cui vuole bene».
Secondo il tecnico, questo cambiamento va rispettato per permettere al campione altoatesino di costruire una carriera lunga.
«Anche il nostro modo di parlare di tennis con lui è cambiato. Prima era il 99% tennis e l’1% il resto, adesso le cose stanno cambiando. Dobbiamo essere bravi a non stressarlo troppo, perché se si pensa al tennis 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno sarà difficile avere una carriera lunga».
Le parole di Vagnozzi confermano il clima che si respira all’interno dello staff di Sinner, reduce da un percorso di crescita non solo tecnica ma anche personale, culminato con un nuovo trionfo a Wimbledon dopo il difficile momento vissuto al Roland Garros.


