
Prosegue senza sosta l’escalation tra Stati Uniti e Iran. Per la terza notte consecutiva Washington ha colpito obiettivi militari iraniani nelle aree strategiche affacciate sullo Stretto di Hormuz, mentre il Centcom ha annunciato la conclusione dell’ultima ondata di raid. Teheran risponde rivendicando attacchi contro obiettivi americani in Bahrain, mentre resta alta la tensione anche sul fronte marittimo dopo il bombardamento di due superpetroliere. Intanto Donald Trump minaccia un attacco contro il sito nucleare sotterraneo di Pickaxe Mountain, pur continuando a sostenere che un accordo con la Repubblica islamica sia ancora possibile. Di seguito gli aggiornamenti in tempo reale.
05:13 – Centcom: conclusa l’ultima ondata di raid contro l’Iran
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha comunicato di aver concluso l’ultima fase dei bombardamenti contro l’Iran. L’operazione, durata circa cinque ore, ha colpito obiettivi militari nelle aree di Bushehr, Chabahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbas. Secondo il comando americano, gli attacchi mirano a ridurre le capacità militari iraniane e a limitare la possibilità che Teheran possa colpire il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz. Si tratta della terza notte consecutiva di operazioni statunitensi.
04:21 – Teheran rivendica attacchi contro obiettivi Usa in Bahrain
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver lanciato missili e droni contro obiettivi statunitensi presenti in Bahrain. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato iraniana, sarebbero stati colpiti depositi di armi, un centro di comunicazioni satellitari e un edificio residenziale utilizzato dalle forze americane. L’attacco arriva dopo che il Bahrain aveva invitato la popolazione a cercare riparo in seguito all’attivazione delle sirene d’allarme.
03:03 – Washington smentisce gli attacchi iraniani in Kuwait
Gli Stati Uniti hanno definito false le notizie diffuse dai media iraniani secondo cui Teheran avrebbe colpito installazioni militari americane in Kuwait. Il portavoce del Centcom, Tim Hawkins, ha liquidato le ricostruzioni come “bugie”, smentendo qualsiasi attacco contro basi strategiche statunitensi nel Paese.
03:00 – Almeno dodici velivoli militari Usa sorvolano il Golfo
Dopo l’annuncio della nuova offensiva, numerosi aerei militari statunitensi sono stati individuati nei cieli del Golfo Persico, del Golfo di Oman e sopra l’Arabia Saudita. Tra gli assetti segnalati figurano nove aerocisterne KC-135R, due KC-46A e diversi velivoli da ricognizione e sorveglianza, tra cui un E-3B Sentry e un P-8 Poseidon, impiegati per il controllo dello spazio aereo e il coordinamento delle operazioni.
01:37 – Colpite due superpetroliere nello Stretto di Hormuz: un morto e otto feriti
Il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha confermato che le superpetroliere Mombasa e Al Bahyah sono state colpite da missili iraniani mentre navigavano nelle acque omanite dello Stretto di Hormuz. L’attacco ha provocato la morte di un membro dell’equipaggio di nazionalità indiana e il ferimento di altre otto persone, quattro delle quali in gravi condizioni. Secondo fonti non ufficiali, anche una terza nave sarebbe stata danneggiata.
00:56 – Trump appoggia l’offensiva saudita contro gli Houthi
Secondo fonti statunitensi, Donald Trump ha dato il via libera al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per proseguire le operazioni militari contro gli Houthi in Yemen. L’attacco saudita all’aeroporto di Sana’a e la successiva risposta missilistica dei ribelli rappresentano la più grave escalation tra le parti dal 2022.
00:45 – Trump: “Un accordo con Teheran è ancora possibile”
Nonostante la nuova offensiva militare, il presidente americano continua a sostenere che una soluzione diplomatica resti raggiungibile. Trump ha dichiarato che fino a due giorni fa un’intesa sembrava ormai definita, ma che l’Iran avrebbe chiesto ulteriore tempo per negoziare, facendo così saltare l’accordo.
00:42 – Trump: “I Paesi del Golfo ci rimborseranno”
Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che Washington intende farsi rimborsare dai Paesi del Golfo per la protezione militare garantita nell’area. Trump ha indicato Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e Bahrain come i Paesi che dovranno contribuire ai costi sostenuti dagli Stati Uniti.
00:41 – Esplosioni a Bandar Abbas e sull’isola di Kish
I media iraniani hanno riferito di nuove esplosioni a Bandar Abbas, principale porto militare e commerciale dell’Iran sul Golfo Persico, e sull’isola di Kish, importante zona di libero scambio situata in posizione strategica a breve distanza dallo Stretto di Hormuz.
00:41 – Trump minaccia il sito nucleare di Pickaxe Mountain
Donald Trump ha indicato come possibile obiettivo il complesso sotterraneo di Pickaxe Mountain, vicino a Natanz, ritenuto uno dei siti nucleari più protetti dell’Iran. Il presidente americano ha dichiarato che il sito potrebbe essere colpito a breve, pur sapendo che, secondo diversi analisti, le sue fortificazioni potrebbero resistere anche alle bombe bunker buster più potenti.
00:38 – Terza notte consecutiva di bombardamenti Usa sull’Iran
Gli Stati Uniti hanno dato il via alla terza notte consecutiva di attacchi contro obiettivi iraniani. Prima dell’inizio dell’operazione, Donald Trump aveva annunciato che Washington avrebbe colpito tutte le capacità militari iraniane collegate allo Stretto di Hormuz, sostenendo che il conflitto sarà rapido. Il presidente ha inoltre avvertito di conoscere la posizione dei nuovi leader della Repubblica islamica e di poterli colpire in qualsiasi momento.


