
Nuova notte di guerra tra Russia e Ucraina, con attacchi che hanno colpito entrambi i Paesi. Le forze armate russe hanno lanciato un nuovo raid con missili balistici contro Kiev, provocando esplosioni e incendi in alcuni quartieri della capitale ucraina. Quasi in contemporanea, droni attribuiti a Kiev hanno preso di mira una delle principali raffinerie petrolifere della Russia, situata nella Repubblica del Bashkortostan, a circa 1.400 chilometri dalla linea del fronte.
L’intensificarsi delle operazioni militari arriva poche ore dopo la riunione della Coalizione dei Volenterosi a Parigi, durante la quale i Paesi alleati dell’Ucraina hanno annunciato nuove iniziative per rafforzare il sostegno militare a Kiev e sviluppare sistemi di difesa contro i missili balistici.
Missili balistici su Kiev: esplosioni e incendi
L’allarme antiaereo è scattato nella notte nella capitale ucraina, dove le sirene hanno iniziato a suonare pochi minuti prima delle esplosioni. Secondo le autorità locali, la Russia ha impiegato missili balistici nel nuovo attacco contro la città.
«I sistemi di difesa aerea sono in azione nella capitale. Il nemico sta attaccando Kiev con missili balistici», ha scritto su Telegram il sindaco Vitali Klitschko, confermando che un incendio è scoppiato nel distretto di Holosiivskyi, nella parte meridionale della città.
I media ucraini riferiscono che sono state udite almeno sei esplosioni, mentre le squadre di emergenza sono intervenute nelle aree colpite per domare gli incendi e verificare eventuali danni a edifici e infrastrutture. Al momento non è stato diffuso un bilancio ufficiale su possibili vittime o feriti.
Droni ucraini contro una raffineria in Russia
Nelle stesse ore, la raffineria Gazprom Neftekhim Salavat, uno dei principali impianti petrolchimici della Federazione Russa, è stata bersaglio di un attacco con droni attribuito alle forze ucraine.
L’impianto si trova nella città di Salavat, nella Repubblica del Bashkortostan, a circa 1.400 chilometri dal confine con l’Ucraina. Testimoni hanno riferito di aver sentito diverse esplosioni e sui social network sono circolati filmati che mostrano colonne di fumo nero levarsi sopra la raffineria. Le immagini, rilanciate anche dal Kyiv Independent, non sono state finora verificate in modo indipendente.
Secondo il Moscow Times, nel 2024 la raffineria ha lavorato 7,2 milioni di tonnellate di greggio, pari a circa il 2,7% della capacità complessiva di raffinazione della Russia. Lo stesso impianto era già stato colpito da droni ucraini in due occasioni nel settembre del 2025.
La pressione militare cresce dopo il vertice di Parigi
L’ultima escalation arriva all’indomani del vertice della Coalizione dei Volenterosi, riunita a Parigi per coordinare il sostegno all’Ucraina.
Nel corso dell’incontro, i Paesi partecipanti hanno annunciato nuove misure per aumentare la pressione su Mosca e rafforzare le capacità difensive europee. In particolare, nove Stati hanno dato vita a una coalizione dedicata allo sviluppo di sistemi di difesa contro i missili balistici, con l’obiettivo di migliorare la protezione dello spazio aereo europeo di fronte alla crescente minaccia rappresentata dagli attacchi missilistici.
La nuova ondata di bombardamenti conferma come il conflitto continui a mantenere un livello di intensità elevato, con operazioni offensive sempre più profonde sia sul territorio ucraino sia all’interno della Federazione Russa.


