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“Indagato!”. Il noto politico italiano nei guai: accuse gravi

Pubblicato: 14/07/2026 11:29

Quando un’indagine giudiziaria coinvolge il mondo delle istituzioni, il tempo della cronaca si intreccia inevitabilmente con quello della politica. Ogni passaggio viene seguito con attenzione, perché anche la sola apertura di un procedimento può generare interrogativi e dibattito pubblico, in attesa che siano gli accertamenti della magistratura a chiarire il quadro completo.

Le vicende che riguardano amministratori pubblici e rappresentanti eletti hanno spesso un impatto che va oltre l’aspetto giudiziario. Da una parte ci sono le verifiche degli inquirenti, chiamati a ricostruire fatti e responsabilità; dall’altra ci sono gli equilibri politici e istituzionali che possono essere influenzati dall’evoluzione delle indagini. In questa fase ogni elemento deve essere valutato con attenzione, considerando che un procedimento ancora in corso non equivale a un accertamento definitivo.
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L’indagine della procura di Udine

La vicenda riguarda il sindaco di Udine Felice Alberto De Toni, sostenuto alle elezioni dal centrosinistra, che secondo quanto riportato dalle testate locali risulterebbe iscritto nel registro degli indagati della Procura di Udine per l’ipotesi di reato di corruzione elettorale.

Nell’ambito dello stesso procedimento sarebbero stati iscritti anche il consigliere di opposizione Stefano Salmè e Daniela Perissutti, compagna del consigliere e vicepresidente di Arriva Udine, società partecipata che gestisce il trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano.

L’indagine nasce da un esposto denuncia presentato nel 2024 da dodici consiglieri di opposizione, con l’eccezione di Salmè. Nel documento veniva chiesto alla magistratura di approfondire due episodi ritenuti collegati alla fase elettorale e alle successive scelte amministrative.

Gli episodi finiti sotto esame

Il primo episodio riguarda un presunto accordo raggiunto prima del ballottaggio con Ivano Marchiol, che dopo l’elezione di De Toni è stato nominato assessore.

Il secondo riguarda invece la nomina di Daniela Perissutti nella società partecipata Arriva Udine, che secondo quanto sostenuto nell’esposto sarebbe stata collegata a un possibile sostegno elettorale.

Per entrambi gli episodi era stata richiesta l’archiviazione. La contestazione sulla posizione di Stefano Salmè, però, è stata oggetto di opposizione da parte dei consiglieri che avevano firmato l’esposto, portando la questione davanti al giudice per le indagini preliminari.

L’udienza davanti al Gip

Il Gip Cinzia Del Torre ha fissato per il mese di settembre un’udienza nella quale dovrà valutare il futuro della vicenda.

Al termine dell’esame, il giudice potrà decidere se confermare l’archiviazione definitiva oppure se disporre ulteriori accertamenti, chiedendo al pubblico ministero di proseguire le indagini su alcuni aspetti ritenuti ancora da approfondire.

I consiglieri firmatari dell’opposizione, secondo quanto riportato da TV12, sono assistiti dall’avvocato Maurizio Miculan, mentre il sindaco Felice Alberto De Toni è difeso dall’avvocato Luca Ponti.

La vicenda resta quindi in una fase ancora preliminare e saranno gli sviluppi giudiziari a stabilire se emergeranno elementi tali da richiedere nuovi approfondimenti o se il procedimento potrà concludersi con una definitiva archiviazione. Nel frattempo, l’attenzione resta concentrata sull’appuntamento di settembre, quando la magistratura sarà chiamata a una prima valutazione sul prosieguo dell’inchiesta.

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