
L’aumento dei prezzi di benzina e diesel rischia di pesare sulle vacanze estive degli italiani. Complice il clima di tensione nello Stretto di Hormuz, i costi dei rifornimenti sono tornati a crescere e, secondo le stime, nei mesi di luglio e agosto gli automobilisti potrebbero spendere complessivamente fino a 1,5 miliardi di euro in più rispetto alla scorsa estate.
La spesa prevista per l’estate 2026
Secondo un’analisi realizzata da Facile.it, mantenendo invariati i consumi rispetto al 2025 e considerando gli attuali prezzi alla pompa, la spesa complessiva per il carburante durante i mesi estivi raggiungerà quasi 10,5 miliardi di euro.
Si tratta di un incremento del 17% rispetto all’anno precedente.
Il confronto con il 2025
I dati relativi ai consumi di luglio e agosto 2025 mostrano che gli italiani avevano speso poco meno di 9 miliardi di euro per fare rifornimento.
Quest’anno, invece, il conto potrebbe salire di circa 1,5 miliardi di euro, con un impatto significativo soprattutto per le famiglie che si sposteranno in auto durante le ferie.
Il peso delle tensioni nello Stretto di Hormuz
Alla base del rincaro ci sono anche le persistenti tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio.
L’incertezza sui mercati energetici continua infatti a riflettersi sulle quotazioni del greggio e, di conseguenza, sui prezzi praticati ai distributori italiani, aumentando il costo dei rifornimenti proprio nel periodo di maggiore mobilità estiva.


