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“Ma che fanno…”. Argentina, gesto shock mentre la Spagna alza la coppa: pochi se ne sono accorti

Pubblicato: 20/07/2026 09:43

La conclusione della finale dei Mondiali di calcio 2026 ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche e tensioni destinate a fare discutere a lungo. Oltre all’esito del campo, che ha visto la Spagna salire sul trono iridato, a catturare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale è stato l’atteggiamento dei calciatori dell’Argentina durante la cerimonia di premiazione. Mentre il capitano spagnolo Rodri sollevava verso il cielo la Coppa del Mondo, l’intera delegazione dell’Albiceleste ha scelto di disporsi in gruppo volgendo le spalle al palco ufficiale. Un’immagine forte e inequivocabile che ha suscitato immediate critiche per quella che è stata ampiamente interpretata come una clamorosa mancanza di rispetto nei confronti dei nuovi campioni.

Un gesto di protesta che cancella il fair play

Sebbene l’intenzione apparente della selezione sudamericana fosse quella di rivolgere un saluto e un ringraziamento ai propri sostenitori presenti sugli spalti, la concomitanza con il momento più solenne della manifestazione ha reso la scelta difficile da giustificare. L’immagine non ha mostrato qualche singolo giocatore isolato o distratto, bensì un blocco compatto che ha consapevolmente deciso di guardare altrove nel momento esatto dell’incoronazione avversaria. Questo comportamento ha finito per oscurare anche il momento della consegna delle medaglie d’argento, trasformando un rituale di sportività in una manifesta esibizione di amaro dissenso.

Le reazioni della stampa spagnola

Il direttore di Marca, Juan Ignacio Gallardo, ha espresso con parole estremamente severe il proprio disappunto per l’atteggiamento tenuto dai giocatori sudamericani. Secondo il giornalista, mentre l’intero panorama calcistico mondiale riconosceva il valore del gioco espresso dalla nazionale spagnola, la squadra argentina dimostrava una grave incapacita di accettare il verdetto del campo con dignita e rispetto. Sebbene la delusione e la rabbia per una sconfitta maturata nei tempi supplementari possano risultare umane e comprensibili, le condotte viste durante e dopo la premiazione hanno travalicato i limiti del fair play. Vengono infatti contestati anche diversi interventi fallosi commessi a gara conclusa, considerati un segno di poca classe e uno spettacolo deprecabile di fronte a un pubblico globale.

Le tensioni in campo e la rissa al fischio finale

L’episodio avvenuto durante la premiazione ha rappresentato soltanto il culmine di un dopogara estremamente nervoso e contrassegnato da accesi scontri fisici. Subito dopo il fischio di chiusura, la delusione per la sconfitta maturata nei tempi supplementari si è repentinamente trasformata in rabbia. A scatenare il caos sul terreno di gioco è stato un pugno sferrato da Nahuel Molina ai danni di Rodri, gesto che ha innescato una rissa generalizzata tra i tesserati delle due panchine. Nel mezzo dei disordini si è distinto anche Leandro Paredes, protagonista di una spinta violenta verso Gavi che gli è valsa l’espulsione a partita ormai ultimata, rendendo necessario l’intervento dei compagni per dividere i contendenti.

La cerimonia di consegna del trofeo avrebbe dovuto offrire l’opportunità per stemperare gli animi e rendere il giusto omaggio alla vittoria della Spagna. Al contrario, la scelta dell’Argentina di voltarsi dall’altra parte ha sigillato la competizione con un’ulteriore nota di rammarico. Le immagini del gruppo argentino girato di spalle si sono così sommate a quelle dei parapiglia in mezzo al campo, offrendo al pubblico internazionale un quadro amaro di come la selezione sudamericana ha affrontato la resa del titolo mondiale.

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Ultimo Aggiornamento: 20/07/2026 15:27

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