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“Le testate, poi…”. Morte Fakir, si scopre ora: cos’è successo in quei minuti

Pubblicato: 22/07/2026 15:56

Nuovi elementi emergono sull’inchiesta per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto a Bologna dopo un intervento della Polizia. Oltre alle immagini degli ultimi istanti di vita, gli investigatori hanno acquisito altri filmati che documentano quanto accaduto prima e dopo l’arrivo degli agenti, consentendo una ricostruzione sempre più dettagliata della vicenda.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, i video realizzati dai residenti e le registrazioni della bodycam di uno dei poliziotti coprono circa cinquanta minuti degli eventi. Le immagini sono ora al centro degli accertamenti per chiarire la dinamica dell’intervento e verificare se siano state rispettate le procedure previste.

I fatti risalgono alla mattina di domenica 19 luglio, in via Italo Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna. Nei primi filmati, registrati prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, Fakir appare in evidente stato di agitazione: è senza scarpe, chiede aiuto più volte, si porta le mani alla testa e si muove tra i garage della zona.

Secondo quanto emerge dalle immagini acquisite dagli inquirenti, il 42enne avrebbe poi iniziato a colpire con forza le saracinesche dei garage e, in un momento successivo, anche a sbattere la testa contro alcune strutture. Nei video, sempre secondo la ricostruzione investigativa, non sembrerebbe avvicinarsi in modo minaccioso alle persone presenti nelle vicinanze.

Alle 12.15 arriva una volante con due agenti, rispettivamente di 23 e 28 anni. Uno dei due attiva la bodycam, che riprende le fasi successive dell’intervento. Gli investigatori riferiscono che i poliziotti avrebbero inizialmente cercato di attendere che l’uomo si calmasse, intervenendo solo quando avrebbe aggredito un automobilista diretto ai garage e successivamente gli stessi agenti.

Tra le immagini finite all’attenzione della Procura ci sarebbe anche il momento in cui viene utilizzato lo spray al peperoncino. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il dispositivo sarebbe stato impiegato quando Fakir era già immobilizzato a terra, dopo che avrebbe morso uno degli agenti durante le fasi dell’intervento. Si tratta di una sequenza che, al momento, non è stata diffusa pubblicamente.

Nel frattempo era già stato richiesto l’intervento del 118. L’ambulanza arriva sul posto intorno alle 12.30, ma, secondo il protocollo operativo, i soccorritori attendono il via libera delle forze dell’ordine prima di poter intervenire direttamente sul paziente.

Gli ultimi minuti di vita del 42enne sono documentati dalle immagini ormai note, alle quali si aggiungono le registrazioni della bodycam. I video mostrano Fakir immobilizzato in posizione prona mentre continua a dimenarsi e a chiedere aiuto. Successivamente i suoi movimenti e le sue urla si affievoliscono fino a cessare, mentre vengono avviate le manovre di rianimazione. Sarà l’arrivo dell’automedica, alle 12.48, a precedere la constatazione del decesso.

L’inchiesta della Procura di Bologna prosegue per accertare con precisione le cause della morte e valutare la correttezza dell’intervento. Oltre ai filmati già acquisiti, gli investigatori stanno recuperando anche le immagini delle telecamere presenti nella zona per ricostruire gli spostamenti di Fakir prima dell’arrivo della polizia e chiarire ogni aspetto della vicenda.

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