
In attesa di un cambio di regime, in Italia si sta assistendo ad un cambio di regia. Chi oggi da le carte, non solo alla maggioranza, al sistema politico italiano è il nuovo Trump in salsa di pomodoro, il Generale Roberto Decimo Meridio Vannacci, legionario valente da algoritmo vincente. Sta ormai da mesi dettando l’agenda, costringendo il centrodestra ad inseguirlo ed il centrosinistra a differenziarsi sui temi. Di fatto, finché non avrà il primo banco di prova, è lui ad avere il boccino, a dare la direzione a cui le altre bocce si devono accostare, nelle bipolari differenziazioni. Parla di competitività industriale, come Draghi? Ovviamente no, e quindi nessuno parla più di questo tema.
Di cosa devono campare gli italiani non si sa, ma intanto inferociamoli e magari parzialmente armiamoli. Non come il ReArm Europe ovviamente, pur essendo lui un ex generale delle forze armate -quasi- ma si occupa di questo tema, disturberebbe le sue alleanze geopolitiche. Lui parla di sicurezza interna, di razza e di costumi, un programma a basso costo, non c’è bisogno di investimenti in formazione o ricerca e sviluppo, ma ad alto consenso psico antropologico. Parlare alla pancia costa sempre poco, molto meno di parlare alla testa dei cittadini. I quali sono cambiati non per suo merito o demerito, lui si limita ad assecondarli, a confermare paure e soffiarci dentro. In questo ha avuto predecessori: l’attuale premier, Salvini, Grillo. Berlusconi no, lui parlava al portafoglio degli italiani.
Questo cambio di paradigma cambierà irrimediabilmente il centrodestra: chi lo guida oggi non è più certo del suo futuro, altro che presidenza della Repubblica. Ma cambierà inevitabilmente anche il centrosinistra, se continua a stare a Capalbio.
La vera svolta per il centrosinistra sarebbe riappropriarsi del rapporto con gli elettori veri, non con i simpatizzanti. Come?
La Schlein ha accusato di truffa l’emendamento sulle preferenze della Meloni. Vero, lo è. Verrebbero eletti pochissimi parlamentari dati dai cittadini, gli altri rimarrebbero nominati.
Ma se questo emendamento non passa al Senato per assurdo potrebbe essere inserito in maniera totale, per tutti gli eletti, dalla Corte Costituzionale, i massimi magistrati, che la sinistra difende per statuto.
Quindi se questa soluzione è buona e giusta, secondo la Costituzione, per i magistrati perché non la propongono loro al Senato? La maggioranza scoppierebbe in due secondi. Perché non lo fanno? Per difendere la loro visione elitaria ed oligarchica della politica?
Certo che in questo quadro di incertezze uno con poche ma devastanti idee come Vannacci cresce di almeno un punto al mese. Da qui ad Aprile, data immaginata per il voto, ci sono 8 mesi, quindi se va male 8 punti percentuali che sommati ai 7 attuali portano ad almeno il 15% di consensi per il generale. In proiezione la prima forza di destra del paese. Meloni lo sa, e non sa che pesci pigliare: dovrebbe capirlo anche chi gestisce il centrosinistra, parliamo di Bettini, non certo degli altri. Se il guru Goffredo Bettini ragionasse da Bettino forse qualcosa di nuovo spunterebbe.
In caso contrario il fake web del gladiatore Vannacci si tradurrà in realtà. Non virtuale.


