
Il progetto della Nazionale italiana rischia di entrare subito in una fase di profonda incertezza. L’arrivo di Paolo Maldini nel ruolo di direttore tecnico sembrava destinato ad aprire una nuova stagione, ma la scelta del commissario tecnico potrebbe trasformarsi nel primo, decisivo punto di rottura.
L’ex dirigente del Milan aveva accettato l’incarico con una condizione precisa: avere un ruolo centrale nella scelta dell’allenatore. Il nome individuato era quello di Andrea Pirlo, una soluzione che Maldini era pronto a sostenere nonostante le perplessità che poteva suscitare. Il problema è che, dopo il fallito tentativo di arrivare a Pep Guardiola, la candidatura dell’ex centrocampista è finita al centro di uno scontro che non riguarda più soltanto il calcio.
Il caso Pirlo diventa anche politico
Le accuse e le polemiche che hanno coinvolto Pirlo hanno infatti allargato il fronte della discussione. Quella che doveva essere una scelta tecnica è diventata rapidamente una questione politica, con la Federazione chiamata a gestire pressioni e posizioni differenti. Uno scenario nel quale Maldini rischia di trovarsi in una situazione molto diversa da quella che aveva immaginato quando ha accettato il ruolo.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: cosa farà Maldini se la candidatura di Pirlo dovesse saltare? Al momento non esistono certezze, ma l’ipotesi di un passo indietro dell’ex capitano del Milan non viene considerata remota. Il direttore tecnico potrebbe infatti ritenere venute meno le condizioni sulla base delle quali aveva accettato l’incarico.
I nomi di Conte e Mancini non convincono Maldini
La situazione ricorda, almeno in parte, quanto accaduto durante la sua esperienza dirigenziale al Milan. Anche in quel caso Maldini aveva chiesto un ruolo con ampi margini di autonomia, finendo poi per scontrarsi con Giorgio Furlani e Gerry Cardinale. Ora il rischio è che la storia possa ripetersi, con il direttore tecnico costretto a fare i conti con decisioni che non sente più completamente sue.
I prossimi giorni saranno quindi decisivi. Prima bisognerà capire se la candidatura di Pirlo potrà ancora sopravvivere alle polemiche. In caso contrario, la Federazione potrebbe valutare alternative come Antonio Conte e Roberto Mancini, due nomi che, per motivi diversi, non sarebbero però particolarmente graditi a Maldini. La ricerca di un allenatore capace di mettere d’accordo tutte le parti potrebbe così diventare molto complicata.
Leonardo prova a mediare, Chiellini sullo sfondo
A tentare di ricucire lo strappo potrebbe essere Leonardo, advisor scelto dallo stesso Maldini e che rischia a sua volta nel caso l’ex difensore lasciasse. Il suo compito sarebbe quello di trovare un punto di equilibrio tra le esigenze del direttore tecnico, quelle della Federazione e le pressioni del mondo politico e dell’opinione pubblica. Se anche questo tentativo dovesse fallire, l’addio di Maldini alla Nazionale diventerebbe un’ipotesi concreta.
Nel frattempo, Giovanni Malagò sarebbe intenzionato a difendere le scelte compiute e a sostenere sia Maldini sia Pirlo. Ma la partita resta apertissima e le posizioni possono cambiare rapidamente. Sullo sfondo, intanto, iniziano a circolare anche i primi possibili sostituti del direttore tecnico: tra questi ci sarebbe Giorgio Chiellini, che potrebbe raccogliere l’eredità di Maldini nel caso di un clamoroso divorzio anticipato.


