
Dietro le mura del carcere di Bollate, il caso di Mario Roggero continua a muoversi lungo un crinale delicato, fra l’apprensione per la famiglia, il lavoro scelto durante la detenzione e le nuove iniziative della difesa. Il gioielliere, ormai alle prese con la condanna definitiva, resta al centro di una vicenda dal fortissimo impatto pubblico: sul tavolo ci sono la domanda di grazia presentata al Presidente della Repubblica e un ricorso in Cassazione che punta a contestare la validità della sentenza di primo grado.
Lontano dalla sua Grinzane Cavour, Mario Roggero segue soprattutto ciò che accade nella gioielleria di famiglia, oggi mandata avanti dalla moglie e dalla figlia. È questo il punto che, nel quadro umano della detenzione, sembra provocargli la maggiore inquietudine: l’attività resta aperta, ma la sua assenza potrebbe renderla, secondo il gioielliere, più esposta a possibili rischi.

Mario Roggero e il timore per la gioielleria
La sicurezza dei familiari è diventata la priorità assoluta per Mario Roggero. Come ha riferito l’avvocato Stefano Marcolini al Corriere della Sera, il gioielliere teme che il negozio possa trasformarsi in un bersaglio più semplice per eventuali malintenzionati. Da qui l’idea di affiancare al personale una guardia giurata: una misura di vigilanza che, nella prospettiva di Roggero, offrirebbe maggiore protezione alla moglie e alla figlia rimaste alla guida dell’attività.
Il ragionamento è legato anche all’eco imponente che la vicenda continua a generare. L’attenzione mediatica e la presenza delle forze dell’ordine potrebbero costituire un deterrente nell’immediato, ma non assicurerebbero la stessa tutela quando il clamore pubblico si attenuerà. Da Bollate, Roggero mantiene contatti costanti con la famiglia e invita la moglie alla massima prudenza, chiedendo che ogni possibile misura di sicurezza venga rafforzata.

La vita a Bollate fra lavoro e attesa
Nel carcere di Bollate, la quotidianità di Mario Roggero si è intanto riempita di attività. Il gioielliere ha scelto di rendersi utile svolgendo servizi amministrativi per gli altri detenuti e collaborando con la biblioteca dell’istituto penitenziario. Impegni concreti, pensati per dare un ritmo alle giornate e affrontare il tempo della detenzione in uno scenario personale profondamente complesso.
Parallelamente resta aperto il capitolo della domanda di grazia, presentata dalla moglie. Attraverso i suoi difensori, Roggero auspica che il Presidente della Repubblica possa prendere in esame l’istanza alla luce degli aspetti umani della vicenda, senza che il forte clamore mediatico finisca per condizionare una valutazione tanto delicata.

Il ricorso in Cassazione della difesa
Accanto alla richiesta di grazia, il collegio difensivo formato dal professor Sergio Novani e dall’avvocato Stefano Marcolini ha depositato un ricorso in Cassazione. L’obiettivo è mettere in discussione la regolarità della sentenza di primo grado, pronunciata il 4 dicembre 2023. Al centro degli accertamenti richiesti dalla difesa c’è quanto accaduto nell’udienza conclusiva, quando uno dei giudici popolari effettivi non partecipò ai lavori e venne sostituito dal primo supplente estratto.
Secondo i legali, prima di quella sostituzione sarebbe stato necessario accertare e motivare formalmente le ragioni dell’assenza del giudice popolare, un passaggio che non risulterebbe adeguatamente documentato. La difesa ritiene che la dinamica possa incidere sulla legittimità della composizione della Corte d’Assise, richiamando il principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge.
La sentenza e il possibile nuovo capitolo
Nel ricorso viene richiamato anche un elemento successivo: durante il processo d’appello, un altro giudice popolare fu esonerato dall’incarico per motivi familiari. Per la difesa, questa circostanza rappresenta un termine di confronto rispetto alla gestione della precedente sostituzione, nel passaggio conclusivo del primo grado.
La richiesta è dunque quella di ottenere la dichiarazione di nullità della sentenza di primo grado. Un esito che, se accolto, potrebbe riaprire un capitolo giudiziario nella complessa vicenda di Mario Roggero. Per ora, mentre la detenzione prosegue e la famiglia porta avanti la gioielleria, la partita resta sospesa fra il carcere, la grazia e il giudizio della Cassazione.


