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“Sta tremando tutto”. Forte scossa di terremoto all’improvviso

Pubblicato: 28/07/2026 07:02

Una forte scossa di terremoto ha fatto registrare nuovi momenti di apprensione nelle prime ore della giornata. Il sisma, di magnitudo Mwp 5.6, è stato rilevato alle 05:16 ora italiana (le 09:16 locali) ed è avvenuto a una profondità molto superficiale, appena 5 chilometri, una caratteristica che spesso rende gli effetti del movimento tellurico maggiormente percepibili nelle aree vicine all’epicentro.

L’evento si inserisce in uno dei contesti geologici più attivi del pianeta, dove le tensioni accumulate nel sottosuolo vengono periodicamente rilasciate attraverso terremoti anche di forte intensità. La combinazione tra profondità ridotta e dinamiche tettoniche rende quest’area particolarmente esposta a fenomeni sismici, costantemente monitorati dagli istituti di geofisica internazionali.

Il terremoto ha interessato la regione del Qinghai, nel cuore della Cina, con epicentro localizzato nell’immenso altopiano tibetano. Secondo i dati diffusi dall’INGV, la scossa si è originata a circa 5 chilometri di profondità, in una delle aree geologicamente più complesse dell’Asia, dove le forze che modellano la crosta terrestre sono ancora oggi estremamente attive.

La frequente attività sismica del Qinghai è legata alla particolare configurazione della tettonica a placche. La regione si trova diverse centinaia di chilometri a nord della zona di collisione tra la placca indiana e quella eurasiatica, un confine geologico tra i più importanti al mondo. La placca indiana continua infatti a muoversi verso nord a una velocità di circa 46 millimetri all’anno, esercitando una pressione costante sulla massa continentale asiatica.

Questo gigantesco scontro tra placche ha dato origine alla catena dell’Himalaya e ha contribuito al sollevamento dell’altopiano del Tibet, che supera in molti punti i 5.000 metri di altitudine. L’enorme energia accumulata provoca una deformazione della crosta terrestre, spingendo parte del territorio verso est attraverso un fenomeno noto come fuga tettonica.

Le tensioni generate da questo processo vengono scaricate lungo grandi sistemi di faglie, tra cui la celebre faglia del Kunlun, una delle strutture geologiche più attive della regione. È proprio lungo queste fratture che si verificano numerosi terremoti, provocati dal rilascio improvviso dell’energia elastica accumulata nel sottosuolo.

La storia sismica del Qinghai conferma la straordinaria attività geologica dell’area. Già nel 1738 un violento terremoto provocò oltre 300 vittime in una zona non distante dall’attuale epicentro, lasciando una delle pagine più tragiche della sismicità locale.

Tra gli eventi più significativi della storia recente spicca il terremoto del 14 novembre 2001, quando la faglia del Kunlun generò un sisma di magnitudo 8.1, il più potente registrato in Cina negli ultimi cinquant’anni. L’evento provocò una spettacolare rottura superficiale lunga oltre 400 chilometri, testimoniando la straordinaria energia liberata dalla faglia.

Anche negli anni successivi il Qinghai è stato interessato da terremoti distruttivi. Nell’aprile 2010 un sisma di magnitudo 6.9 colpì la contea di Yushu, causando gravi danni e numerose vittime. Più recentemente, nel maggio 2021, la regione è tornata a tremare con un terremoto di magnitudo 7.3 lungo il sistema di faglie Kunlun-Maduo Gande, confermando come quest’area resti una delle più sismicamente attive dell’intero continente asiatico.

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