Vai al contenuto

“Corruzione”. Terremoto nel calcio, accuse gravissime: trema la Fifa

Pubblicato: 28/07/2026 11:44

Un intreccio tra sport, politica e interessi economici finisce al centro dell’attenzione negli Stati Uniti. La gestione della Fifa e i rapporti del suo presidente Gianni Infantino con l’amministrazione del presidente americano Donald Trump sono ora oggetto di un’indagine formale avviata dalla Camera dei Rappresentanti.

La vicenda apre un nuovo fronte di tensione per la federazione internazionale del calcio, già chiamata negli ultimi mesi ad affrontare diverse questioni legate alla gestione del grande evento sportivo che vedrà gli Stati Uniti protagonisti. Al centro dell’iniziativa parlamentare ci sono richieste di documenti, chiarimenti sui rapporti istituzionali e verifiche su eventuali vantaggi concessi alla presidenza americana.
Leggi anche: “Poltrona d’oro!”. Follia Trump: la proposta indecente a Infantino

L’inchiesta della commissione giustizia della Camera

A promuovere l’iniziativa è stato Jamie Raskin, esponente democratico e membro di vertice della commissione giustizia della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Il parlamentare ha aperto un’indagine nei confronti di Gianni Infantino, chiedendo alla Fifa di fornire documentazione relativa ai rapporti con Donald Trump e con i componenti della sua amministrazione.

Nella richiesta formale inviata al presidente della federazione calcistica internazionale, Raskin ha domandato l’accesso a comunicazioni e documenti riguardanti eventuali regalipagamenti, trasferimenti di denaro o altri vantaggi concessi al presidente americano, ai suoi collaboratori, ai familiari o a soggetti collegati.

Tra gli elementi richiesti figurano anche i registri degli accessi agli uffici della Fifa nella Trump Tower di New York. La commissione ha inoltre chiesto la disponibilità di Infantino a partecipare a un’audizione davanti al Congresso, indicando il 9 agosto come termine per la consegna della documentazione.

Le accuse sui presunti scambi di favori

Secondo Raskin, alla base dell’indagine ci sarebbero vantaggi concessi alla Fifa che potrebbero essere collegati a un rapporto privilegiato con la presidenza americana.

Il deputato democratico ha parlato di «vantaggi inquietanti e inspiegabili» concessi alla federazione, ipotizzando che possano essere stati collegati a decisioni favorevoli da parte dell’amministrazione Trump.

Nella lettera inviata a Infantino, il parlamentare ha chiesto anche un elenco dettagliato di ogni possibile beneficio ricevuto dal presidente statunitense, dai membri del governo, dai loro familiari o da realtà riconducibili alla famiglia Trump, inclusa la Trump Organization.

L’iniziativa, tuttavia, arriva da un esponente dell’opposizione. I democratici infatti non dispongono attualmente della maggioranza alla Camera e Raskin non avrebbe il potere di imporre una convocazione obbligatoria del presidente della Fifa.

Il rapporto tra Infantino e Trump

Il legame tra Gianni Infantino e Donald Trump si è rafforzato negli ultimi anni, soprattutto in vista del Mondiale 2026, competizione che sarà ospitata anche dagli Stati Uniti.

Tra gli episodi citati nell’indagine figura il riconoscimento assegnato dalla Fifa al presidente americano con il primo FIFA Peace Prize, un premio che Raskin ha definito una scelta priva di fondamento e «ridicolmente inventata».

Un altro punto sollevato riguarda gli spazi della federazione all’interno della Trump Tower di New York. Secondo il parlamentare democratico, l’affitto di un ufficio al diciassettesimo piano dell’edificio, utilizzato in relazione all’organizzazione del torneo, avrebbe comportato un costo significativo rispetto al periodo effettivo di utilizzo.

Per Raskin, questa scelta potrebbe essere interpretata come un elemento capace di favorire un rapporto privilegiato tra la Fifa e l’amministrazione statunitense.

infantino

Le contestazioni sui biglietti del Mondiale 2026

L’indagine della Camera si inserisce in un contesto più ampio di verifiche sulla federazione calcistica internazionale.

Anche le modalità di gestione dei biglietti del Mondiale 2026 sono finite sotto osservazione: secondo quanto riportato nella ricostruzione, i procuratori generali di New YorkNew JerseyTexas e California stanno conducendo accertamenti separati sulla politica dei prezzi legata alla competizione.

Raskin sostiene che eventuali pratiche scorrette nella vendita dei biglietti potrebbero avere conseguenze dirette sui tifosi americani, accusando la federazione di sfruttare il rapporto privilegiato con l’amministrazione Trump a discapito dei consumatori.

La risposta della Casa Bianca

Alle accuse mosse dalla commissione della Camera ha replicato la Casa Bianca attraverso il portavoce Davis Ingle, che ha difeso l’operato del presidente americano e il ruolo dell’amministrazione nell’organizzazione del Mondiale Fifa 2026.

La risposta è stata fortemente critica nei confronti di Raskin, con un attacco diretto alla sua posizione politica e una difesa dell’azione di Trump.

Secondo Ingle, la leadership del presidente americano avrebbe contribuito a garantire un grande impatto economico legato al torneo, con benefici per le città ospitanti e condizioni favorevoli per tifosi e atleti.

La vicenda apre quindi un nuovo capitolo nel rapporto tra Fifa, politica americana e organizzazione del più importante evento calcistico internazionale. L’indagine della Camera dovrà ora chiarire la natura dei rapporti tra Gianni InfantinoDonald Trump e l’amministrazione statunitense, mentre la federazione si prepara ad affrontare le sfide organizzative legate al Mondiale 2026.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure