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“I miei figli ridotti così”. Gemelli di 14 anni seviziati per ore: racconto atroce della mamma

Pubblicato: 28/07/2026 13:54

Il caso di cronaca avvenuto a Conegliano, nel Trevigiano, mostra una vicenda di sconcertante violenza giovanile che ha sconvolto l’opinione pubblica. Due fratelli gemelli di quattordici anni sono stati vittime di un vero e proprio agguato organizzato da un gruppo di dieci coetanei, in gran parte minorenni. I due adolescenti sono stati tratti in inganno con un pretesto, isolati all’interno di un campo di soia e sottoposti a quattro ore di sevizie fisiche e psicologiche. L’aggressione, motivata dalla convinzione del branco che i gemelli avessero fatto la spia su un atto di vandalismo, si è trasformata in un incubo documentato dagli stessi aggressori attraverso i propri telefoni cellulari.

L’agguato e le quattro ore di terrore

La ricostruzione dei fatti evidenzia una pianificazione accurata da parte del gruppo punitivo. I due quattordicenni sono stati attirati in una proprietà isolata con una scusa apparentemente innocua. Una volta giunti sul posto, i ragazzini si sono trovati circondati dal branco che li ha immediatamente privati dei telefoni e del denaro in loro possesso per impedire qualsiasi richiesta di soccorso. Da quel momento è iniziata una sequenza di percosse ed umiliazioni durata circa quattro ore. I due giovani sono stati costretti a spogliarsi quasi completamente e sono stati colpiti ripetutamente. Tra le sevizie documentate, uno dei gemelli è stato persino spinto con la forza sotto il getto d’acqua dell’impianto di irrigazione, mentre gli aggressori urlavano frasi punitive legate alla presunta soffiata sull’imbrattamento.

I filmati diffusi per puro divertimento

L’aspetto ancora più inquietante della vicenda riguarda la documentazione visiva dell’accaduto. L’intera aggressione è stata ripresa con uno smartphone dagli stessi membri del gruppo, con l’intento di immortalare la sofferenza delle vittime. Le immagini non sono rimaste segrete, ma sono state fatte pervenire alla madre di uno dei due gemelli attraverso un ragazzino di soli undici anni. Quest’ultimo non ha inviato il video per denunciare l’accaduto o chiedere aiuto, bensì per puro divertimento. La visione di quelle immagini, in cui i figli appaiono in lacrime e terrorizzati mentre vengono maltrattati, ha permesso ai genitori di comprendere la reale gravità della situazione, spingendoli ad agire immediatamente.

La reazione dei genitori e le indagini

Sotto lo shock per quanto scoperto, la madre dei due ragazzi ha espresso profonda amarezza di fronte a una simile crudeltà commessa da giovanissimi, evidenziando il vuoto emotivo di chi infierisce senza pietà sulla sofferenza altrui. I genitori si sono rivolti senza esitazione ai carabinieri per sporgere denuncia. Oltre ai video dell’aggressione, la famiglia ha consegnato agli inquirenti anche le conversazioni delle chat di gruppo. In questi messaggi si vedono chiaramente gli inviti minatori rivolti a uno dei gemelli, accompagnati dalla promessa esplicita di violenze qualora si fosse rifiutato di presentarsi. Le forze dell’ordine stanno ora esaminando tutto il materiale per identificare ogni componente del gruppo e stabilirne le responsabilità penali.

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Ultimo Aggiornamento: 28/07/2026 13:55

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