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Italia, arrestato il boss del famoso clan. Operazione incredibile dei carabinieri

Pubblicato: 29/07/2026 07:21

Un colpo durissimo alla criminalità organizzata casertana riaccende i riflettori sulle dinamiche del crimine nell’agro aversano, confermando l’incessante presidio dello Stato contro la riorganizzazione dei vecchi sodalizi. Il boss Andrea Autiero, elemento di spicco della fazione Russo-Schiavone del clan dei Casalesi, è stato posto in stato di fermo dai carabinieri di Caserta, con l’accusa di atti intimidatori e tentato omicidio. L’operazione è avvenuta con il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Napoli, guidata dal procuratore aggiunto Michele Del Prete. Un intervento tempestivo che ha stroncato sul nascere una pericolosa escalation di violenza sul territorio.

Autiero, 65 anni, uscito dal carcere dopo una detenzione ultraventennale, parte della quale trascorsa al 41bis, è accusato del tentato omicidio su commissione di una donna e due gravi episodi intimidatori avvenuti a Gricignano. I militari dell’arma e la Procura antimafia partenopea gli contestano di aver esploso colpi di pistola contro il distributore di carburante del sindaco di Gricignano di Aversa, nel Casertano, e contro un “sale e tabacchi” dello stesso comune. Durante una perquisizione i militari dell’arma hanno sequestrato, tra l’altro, 6mila euro in contanti e un assegno di mille euro. Il 65enne, difeso dall’avvocato Cristina Mottola, è ora rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

L’intreccio criminale e gli altri provvedimenti di fermo

L’attività investigativa ha permesso di far luce su una fitta rete di complicità e su una serie di commissioni sventate prima che potessero portare a conseguenze tragiche. Oltre ad Autiero, il provvedimento di fermo emesso dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli e notificato dai carabinieri riguarda anche Aniello De LucaGiuseppe SeverinoGiuliano Esposito e Vincenzo Russo.

Le indagini hanno svelato retroscena inquietanti sulle motivazioni e la natura dei raid eseguiti nell’area aversana. Secondo gli inquirenti Autiero avrebbe dovuto uccidere l’ex compagna di Russo su sua specifica richiesta. L’efficace coordinamento tra gli investigatori dell’Arma e i magistrati della Dda ha evitato che il piano di morte venisse portato a compimento, garantendo la custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati e infliggendo un colpo determinante ai vertici del gruppo criminale attivo nel casertano.

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