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“Lo facciamo oggi!”. Rider sul piede di guerra: cosa sta succedendo

Pubblicato: 31/07/2026 09:17

Con l’aumento delle temperature estive, il lavoro all’aperto diventa ancora più difficile per chi trascorre l’intera giornata in strada. Le ondate di calore non incidono soltanto sul benessere fisico, ma rendono più pesanti anche attività già caratterizzate da ritmi serrati, lunghe ore di lavoro e compensi spesso giudicati insufficienti. Per migliaia di lavoratori ogni consegna significa continuare a pedalare o guidare sotto il sole, cercando di conciliare la necessità di guadagnare con quella di tutelare la propria salute.

In questo contesto cresce il malcontento di molti rider, che denunciano condizioni lavorative ritenute sempre più difficili. Le alte temperature, unite a un sistema di retribuzione legato alle consegne effettuate, alimentano un disagio che riguarda non solo gli aspetti economici, ma anche le tutele, la sicurezza e il riconoscimento dei diritti. Da queste criticità nasce una nuova mobilitazione promossa per richiamare l’attenzione sulle condizioni di chi lavora quotidianamente per le piattaforme di consegna a domicilio.

È davanti a un punto vendita McDonald’s che A., rider pakistano arrivato in Italia due anni fa, mostra sullo smartphone il compenso maturato dopo un’intera giornata di lavoro: 13 euro e 80 centesimi. Ha iniziato il turno alle dieci del mattino e, nonostante siano ormai le ore della cena, quella è la cifra che risulta sul suo account. Il lavoro, però, non è finito.

“Continuo fino a mezzanotte, anche di più. Fa tanto caldo per strada, ma se ti fermi arrivano ancora meno soldi”, racconta. Ogni giorno percorre le strade con il motorino e il caratteristico zaino giallo di Glovo, affrontando la quarta ondata di calore che interessa la città. Alle difficoltà legate alle temperature elevate si aggiungono il sistema di pagamento a cottimo, il costo del carburante a carico dei rider e l’assenza di tutele che molti lavoratori continuano a denunciare.
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Lo sciopero dei rider

Tra le mani A. stringe un volantino con la scritta “Too hot to deliver”, “troppo caldo per consegnare”, slogan scelto per lo sciopero dei rider in programma il 31 luglio con ritrovo in Piazza Re di Roma.

La mobilitazione è stata promossa dalla Nidil Cgil, la categoria del sindacato che rappresenta lavoratori atipici, collaboratori e autonomi. Secondo il sindacato, nonostante l’ordinanza regionale in vigore dalla fine di maggio vieti il lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata, molti rider continuano comunque a lavorare per evitare di essere penalizzati dall’algoritmo delle piattaforme e perdere parte del proprio reddito.

Damiano Carbonari della Nidil Cgil spiega che la protesta nasce dalla richiesta di maggiori garanzie sul fronte della salute e delle tutele contrattuali, chiedendo il riconoscimento del lavoro subordinato per chi opera con Glovo e Deliveroo, così da superare il sistema del cottimo e garantire diritti come malattia, ferie e ammortizzatori sociali.

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Il peso dell’algoritmo

Prima di riprendere le consegne, A. chiede altri volantini da distribuire ai colleghi. L’obiettivo è convincere altri rider ad aderire alla protesta, trasformando lo sciopero in un momento di confronto tra lavoratori che spesso svolgono la propria attività in completa solitudine.

Anche I., rider originario del Bangladesh, racconta le difficoltà quotidiane. Pur aspettando vicino al ristorante, non ha alcuna certezza di ricevere un ordine. A decidere chi effettuerà la consegna è infatti l’algoritmo della piattaforma, che tiene conto di recensioni, punteggi e altri criteri ritenuti poco trasparenti dai lavoratori.

Secondo il racconto del rider, in passato era presente un ufficio fisico dove poter ricevere assistenza, mentre oggi ogni comunicazione passa esclusivamente attraverso l’applicazione. Una situazione che, a suo giudizio, rende ancora più difficile ottenere risposte ai problemi riscontrati durante il lavoro.

maurizio pony express

Le richieste del sindacato

Tra le questioni segnalate dalla Nidil Cgil figurano anche le irregolarità nei pagamenti delle consegne e il blocco degli account dei rider.

Il sindacato sostiene che il sistema continui a premiare esclusivamente chi resta più a lungo in strada, mantenendo una logica di retribuzione a cottimo che espone i lavoratori a rischi sempre maggiori. Tra le criticità vengono indicati anche gli incidenti e le aggressioni che, secondo quanto riferito, continuano a verificarsi con frequenza.

Nel corso del confronto avviato il 16 luglio al Ministero del Lavoro con le organizzazioni sindacali e Confcommercio, la Cgil ha proposto l’istituzione di un fondo finanziato dalle piattaforme di consegna. L’obiettivo è garantire una continuità di reddito o forme di congedo nelle ore in cui le ordinanze anti-caldo impediscono di lavorare.

Il caldo e le condizioni di lavoro

Nel giorno dello sciopero dei rider, la città affronta il picco della quarta ondata di calore dell’estate, con il bollino rosso del Ministero della Salute e temperature superiori ai 40 gradi.

Secondo la Nidil Cgil, servono risposte rapide per affrontare una situazione che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori. Il sindacato chiede interventi concreti affinché chi effettua consegne per le piattaforme non sia costretto a scegliere tra la tutela della propria salute e la necessità di continuare a lavorare per garantire un reddito.

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