
Più Europa rischia di essere cancellata dal registro nazionale dei partiti politici. Non per un verdetto delle urne, ma per il mancato deposito del bilancio approvato entro i termini, sullo sfondo di uno scontro interno sempre più duro tra il segretario Riccardo Magi e la maggioranza del partito.
La scadenza decisiva è ora fissata al 31 ottobre. Se entro quella data non sarà depositato il rendiconto corredato dal verbale di approvazione, la formazione perderebbe anche i fondi del 2×1000. Una prospettiva che ha aperto una corsa contro il tempo e aggravato una crisi già profonda.

Più Europa, il bilancio bocciato e il rischio cancellazione
La vicenda è stata ricostruita dal quotidiano Il Tempo, in un servizio firmato da Edoardo Romagnoli. Al centro del caso c’è il bilancio di Più Europa, guidata da Riccardo Magi, che non è stato depositato entro la scadenza del 15 luglio.
Il documento, infatti, sarebbe stato bocciato dall’assemblea. Senza l’approvazione non è stato possibile allegare il relativo verbale, passaggio indispensabile per rispettare gli obblighi previsti dalla normativa e scongiurare le sanzioni.
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Sanzioni fino a 120mila euro e ricorso mai presentato
Le possibili penali andrebbero da 12mila a 120mila euro e riguarderebbero il segretario Riccardo Magi e la tesoriera Carla Taibi. Dopo la bocciatura del rendiconto, il leader avrebbe valutato il ricorso al tribunale e la successiva trasmissione degli atti alla Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici.
L’obiettivo sarebbe stato depositare comunque il bilancio, in attesa dell’esito della causa. Secondo quanto riportato nella ricostruzione, tuttavia, quel ricorso non sarebbe mai stato presentato.
Il ricorso della maggioranza interna e l’udienza a Roma
La componente che nel frattempo ha assunto la maggioranza nel partito si è quindi rivolta direttamente al tribunale di Roma con un ricorso ex articolo 700. L’udienza è stata fissata per il 4 agosto: il giudice dovrà stabilire quando convocare l’assemblea di Più Europa.
Secondo i contestatori, Magi avrebbe programmato la riunione soltanto per dicembre, nonostante lo Statuto indichi un termine di cinque giorni dalla richiesta. La stessa maggioranza si è rivolta anche alla Commissione dei partiti per capire come evitare gli effetti più gravi: da qui la proroga del termine fino al 31 ottobre.
Assemblea, nuovo presidente e congresso: il piano entro ottobre
La maggioranza interna punta a convocare rapidamente l’assemblea, eleggere un nuovo presidente dopo le dimissioni di Agnese Balducci, oggi sostituita da un vicario, e avviare poi il congresso. In quella sede potrebbe essere scelto un nuovo segretario.
Il passaggio decisivo resta l’approvazione del bilancio di Più Europa, da depositare insieme al verbale richiesto. Tutto l’iter dovrà concludersi entro il 31 ottobre, per evitare la cancellazione dal registro nazionale.
Il futuro di Riccardo Magi e le ipotesi politiche
Lo scontro ha alimentato anche interrogativi sul ruolo di Riccardo Magi. I suoi oppositori si chiedono perché, a loro giudizio, non stia facendo tutto il possibile per scongiurare lo scenario più grave. Alcune fonti vicine al partito parlano di un’intesa già raggiunta con il Pd, mentre altre indicano un possibile interesse verso l’area centrista riconducibile ad Alessandro Onorato in vista delle elezioni del 2027.
Si tratta però di indiscrezioni che incontrano diversi ostacoli. Chi segue la vicenda sostiene che Magi sarebbe ormai un segretario sfiduciato e senza il sostegno della sua formazione. Per utilizzare il simbolo di Più Europa, inoltre, servirebbe l’autorizzazione del presidente Hallissey, la cui firma è considerata indispensabile. Onorato, dal canto suo, in una recente intervista ha escluso la possibilità di accogliere Magi nel proprio progetto.
Le prossime settimane decisive per il partito
Il futuro di Più Europa resta dunque appeso a udienze, assemblee e scadenze amministrative. Ogni passaggio potrà risultare decisivo per evitare un epilogo senza precedenti, con la cancellazione del partito dagli elenchi ufficiali.
Nel frattempo, la battaglia interna continua e il conto alla rovescia si avvicina al termine. Entro il 31 ottobre dovrà arrivare una soluzione concreta: in caso contrario, le divisioni rischiano di travolgere definitivamente la formazione politica.


