
Un drammatico bis dell’emergenza ambientale torna a scuotere la terraferma veneziana, riaccendendo l’allarme per la tutela dell’aria e la sicurezza della popolazione locale in una delle giornate più calde e oppressive dell’estate. Dopo quello di ieri, dalle ore 18 di oggi è in corso un secondo intervento dei vigili del fuoco di Mestre e Venezia per lo spegnimento di un incendio sviluppatosi tra cumuli di rottami metallici all’interno di un terminal portuale di Porto Marghera. Una nube densa si è levata rapidamente dallo scalo, tenendo col fiato sospeso interi quartieri e spingendo le autorità a scattare con protocolli straordinari di tutela della salute pubblica.
Non si registrano vittime, ma la Protezione civile ha invitato gli abitanti di Marghera e Mestre a tenere chiuse le finestre fino a nuovo avviso. Esiste infatti la possibilità che il vento possa deviare la colonna di fumo verso il centro cittadino. Le operazioni di spegnimento e di raffreddamento del materiale sono tuttora in corso, trasformando l’area industriale in un cantiere d’emergenza dove decine di uomini combattono instancabilmente contro le fiamme e il calore soffocante.
L’intervento dei soccorsi e l’allerta per il caldo record
La risposta delle forze di soccorso è stata massiccia e tempestiva per evitare che il rogo potesse estendersi ulteriormente all’interno dello scalo merci. Oltre ai vigili del fuoco, che sul posto hanno fatto intervenire un elicottero Drago e anche l’autobotte ‘chilolitrica’ in uso all’aeroporto Marco Polo, è presente anche il personale dell’Arpav per i monitoraggi ambientali e della qualità dell’aria. Gli esperti dell’agenzia regionale stanno eseguendo campionamenti continui per verificare l’eventuale presenza di sostanze tossiche disperse nell’atmosfera a causa della combustione dei materiali metallici.
L’intervento risulta complesso a causa della natura e della quantità dei materiali coinvolti che richiedono un continuo smassamento e raffreddamento dei cumuli per estinguere completamente tutti i focolai. Un lavoro lungo e minuzioso che promette di proseguire per tutta la notte. Probabile che come ieri si sia prodotto un fenomeno di autocombustione all’interno dei cumuli a causa delle alte temperature per l’ondata di calore. La situazione climatica, del resto, non offre tregua al territorio: oggi Venezia era tra le città da bollino arancione e domani sarà da bollino rosso, rendendo le operazioni dei soccorritori ancora più estenuanti e tenendo altissima la guardia sulle condizioni meteo e di sicurezza per le prossime ore.


