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In Top 10 su Netflix la commedia italiana che prende in giro Milano e l’ossessione per il fatturato

Pubblicato: 03/08/2026 13:43

Riunioni, inglesismi, telefoni sempre accesi e giornate misurate in produttività. In una città dove fermarsi sembra quasi una colpa, una commedia italiana porta all’estremo le abitudini del mondo aziendale e le trasforma in una satira sul lavoro, sulla precarietà e sulla distanza tra chi comanda e chi ogni giorno prova semplicemente a sopravvivere.

Il film “Ricomincio da Taaac!” è una commedia italiana del 2024, della durata è di circa un’ora e 40 minuti, adatta quindi a una visione leggera durante una serata o nel fine settimana. La pellicola rappresenta il secondo capitolo cinematografico dedicato all’universo de Il Milanese Imbruttito, dopo “Mollo tutto e apro un chiringuito”. La storia può comunque essere seguita anche senza aver visto il film precedente.

La trama di “Ricomincio da Taaac!”

Il protagonista è ancora una volta il Signor Imbruttito, manager milanese convinto che il successo si misuri attraverso stipendio, velocità e capacità di non perdere mai tempo. La sua quotidianità cambia quando l’azienda per cui lavora viene acquistata da una multinazionale americana. La nuova proprietà introduce un modello basato su inclusione, sostenibilità e linguaggio aziendale contemporaneo, molto distante dalla mentalità del protagonista. Incapace di adeguarsi davvero, l’Imbruttito perde rapidamente le proprie certezze. Nel giro di poco tempo si ritrova senza lavoro, casa e stabilità economica, costretto ad affrontare una realtà che aveva sempre osservato con superiorità. Per ricominciare deve accettare occupazioni molto lontane dalla sua precedente posizione. Diventa così rider, dog sitter e lavoratore precario, scoprendo sulla propria pelle le difficoltà di mestieri che aveva sempre considerato poco importanti.

L’incontro con una Milano diversa

Nel momento più difficile, il protagonista incontra Martin, un giovane rider che lo introduce in un ambiente sociale completamente diverso da quello degli uffici e dei grattacieli. La Milano del film non è soltanto quella delle aziende, delle call e degli aperitivi. Accanto alle zone simbolo del successo emergono affitti insostenibili, lavori sottopagati e persone costrette a condividere spazi e sacrifici. Proprio questo contrasto permette al Signor Imbruttito di guardare la città da una prospettiva nuova. La sua caduta diventa così un percorso di trasformazione, anche se affrontato attraverso gag, equivoci e situazioni volutamente esagerate.

Germano Lanzoni torna nei panni del protagonista

A interpretare il Signor Imbruttito è ancora Germano Lanzoni, volto e voce del personaggio diventato celebre sul web. Gran parte della comicità nasce dal suo linguaggio, dalle reazioni nervose e dalla convinzione di poter applicare la mentalità aziendale a qualsiasi situazione. Accanto a lui torna Brenda Lodigiani nel ruolo dell’Imbruttita. Il suo personaggio riesce a muoversi con maggiore facilità nel nuovo ambiente professionale, diventando il simbolo di un mondo che cambia mentre il protagonista resta aggrappato alle vecchie regole. Nel cast troviamo anche Maurizio Bousso, interprete di Martin, Valerio Airò Rochelmeyer nel ruolo del Giargiana, Laura Locatelli nei panni della Wife e Leonardo Uslengo in quelli del Nano. Completano il gruppo Paolo Calabresi, Francesco Mandelli, Raul Cremona, Renato Avallone e Martina Sammarco, insieme a numerose partecipazioni speciali.

La regia del Terzo Segreto di Satira

La regia è firmata da Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella e Davide Rossi, componenti del collettivo Il Terzo Segreto di Satira. Gli autori mantengono il ritmo rapido dei contenuti nati sul web, alternando dialoghi veloci, comicità fisica e continui riferimenti al linguaggio del lavoro contemporaneo. La produzione è curata da QMI, Ramaya Productions e Medusa Film, in collaborazione con Prime Video. Milano occupa un ruolo centrale, con i suoi grattacieli, gli uffici, i quartieri popolari e le nuove aree urbane.

Una satira sul mondo del lavoro

Dietro le battute, il film cerca di raccontare le contraddizioni del mercato del lavoro moderno. Da una parte compaiono manager, multinazionali e strategie costruite attorno alla performance; dall’altra lavoratori precari, rider e persone costrette a svolgere più attività per mantenersi. La commedia prende in giro anche l’uso continuo di parole inglesi negli uffici, dove ogni problema diventa una “challenge” e ogni licenziamento può essere nascosto dietro formule apparentemente positive. Nel mirino finisce inoltre il modo in cui alcuni valori, come sostenibilità e inclusione, possono essere trasformati in strumenti promozionali. Il film non critica quei principi, ma il rischio che vengano utilizzati soltanto per migliorare l’immagine di un’azienda.

Una Milano tra stereotipo e realtà

La città viene raccontata attraverso una caricatura evidente, ma alimentata da fenomeni riconoscibili. La corsa al successo, il costo degli affitti, la competizione professionale e l’ossessione per il tempo diventano il terreno sul quale si sviluppa la storia. Il Signor Imbruttito rappresenta lo stereotipo del milanese sempre impegnato, convinto che chiunque rallenti sia un ostacolo. La sua crisi permette però di mettere in discussione proprio questa idea. La domanda al centro del film è semplice: che cosa resta di una persona quando perde il ruolo professionale sul quale ha costruito tutta la propria identità?

“Ricomincio da Taaac!” è ispirato a una storia vera?

Il film non è tratto da una storia vera. Il protagonista e gli altri personaggi appartengono all’universo comico de Il Milanese Imbruttito, nato sul web come rappresentazione esagerata di alcune abitudini associate alla città. La vicenda è completamente inventata, ma prende spunto da situazioni reali: precarietà, licenziamenti, differenze sociali, trasformazioni aziendali e difficoltà economiche. La forza della commedia deriva proprio dalla possibilità di riconoscere, dietro l’esagerazione, comportamenti e frasi che appartengono alla vita lavorativa quotidiana.

Le opinioni della critica

L’accoglienza della critica è stata divisa. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati figurano la prova di Germano Lanzoni, il ritmo delle battute e la capacità di utilizzare gli stereotipi milanesi per costruire una satira immediata. Alcune recensioni hanno invece evidenziato una struttura narrativa poco uniforme. In diversi momenti il film sembra infatti procedere attraverso singole gag, senza riuscire sempre a collegarle in maniera naturale. Un altro elemento discusso è la presenza molto evidente del product placement, che in alcune scene rischia di distrarre dalla storia. Nonostante questi limiti, la commedia funziona soprattutto quando lascia spazio alle reazioni del protagonista e al contrasto tra il suo vecchio mondo e la realtà delle persone che incontra.

Quando vedere “Ricomincio da Taaac!” su Netflix

Il film è disponibile su Netflix dal 2 agosto 2026.

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