
Primo decesso del 2026 in Florida legato al Vibrio vulnificus, il batterio noto anche come “batterio mangiacarne“. Il Dipartimento della Salute della Florida ha confermato la morte di una persona nella contea di Palm Beach, nell’ambito di 12 casi di infezione registrati fino al 30 luglio. Secondo i media locali, la vittima sarebbe un uomo di circa 80 anni.
I dati mostrano un fenomeno che continua a essere monitorato con attenzione. Nel 2025 in Florida erano stati segnalati 33 casi con cinque decessi, mentre nel 2024 le infezioni erano salite a 82, causando 19 morti. Numeri che confermano come il batterio rappresenti un rischio sanitario, soprattutto nelle aree costiere più calde.

A richiamare l’attenzione sui pericoli del Vibrio vulnificus è anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che ricorda come il microrganismo viva nelle acque costiere calde e salmastre e possa provocare infezioni estremamente gravi. Il batterio può penetrare nell’organismo attraverso piccole ferite oppure in seguito al consumo di frutti di mare crudi o poco cotti.
Una volta entrato nel corpo, l’infezione può evolvere con estrema rapidità. «È un batterio che si può contrarre mentre si nuota e che agisce molto velocemente», spiega Bassetti, sottolineando che, pur trattandosi di infezioni rare, il rischio di conseguenze gravi è elevato.
Tra le complicanze più temute c’è la fascite necrotizzante, una grave infezione che distrugge rapidamente pelle e tessuti molli e che, nei casi più severi, può diffondersi nel sangue provocando una setticemia. Secondo gli esperti, la letalità delle infezioni da Vibrio vulnificus si aggira intorno al 20%, rendendo fondamentale una diagnosi e un trattamento tempestivi.
Per ridurre il rischio di contagio, gli specialisti raccomandano alcune semplici precauzioni. Chi presenta ferite aperte, abrasioni o tatuaggi appena eseguiti dovrebbe evitare di entrare in contatto con acque marine calde, mentre è importante consumare solo molluschi e frutti di mare ben cotti, soprattutto nelle aree dove il batterio è presente.
L’attenzione sul Vibrio vulnificus non riguarda soltanto gli Stati Uniti. Anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha lanciato un’allerta, evidenziando come le recenti ondate di calore abbiano creato condizioni favorevoli alla proliferazione dei batteri del genere Vibrio anche in alcune zone costiere europee.
Secondo l’ECDC, l’aumento delle temperature del mare può favorire la crescita di questi microrganismi nelle acque salmastre. Sebbene le infezioni in Europa restino relativamente rare, il rischio può aumentare per chi entra in contatto con acqua contaminata avendo lesioni cutanee o consuma molluschi crudi o poco cotti.
Per monitorare la situazione, l’ECDC ha aggiornato il Vibrio Viewer, uno strumento che consente di individuare in tempo reale le aree marine con condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo del batterio. Un supporto utile per autorità sanitarie, operatori del settore e cittadini, in un contesto in cui il cambiamento climatico e l’innalzamento delle temperature rendono sempre più importante la sorveglianza di questi patogeni.


