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Jannik Sinner e l’infortunio al ginocchio, come sta davvero? Gli Us Open dietro l’angolo

Pubblicato: 10/08/2026 08:14

L’improvviso stop del re del tabellone mondiale riaccende i riflettori sulla tenuta fisica degli atleti d’élite, chiamati a sostenere ritmi agonistici sempre più esasperati. Che tipo di problema ha Jannik Sinner al ginocchio destro? Il n.1 del tennis mondiale ha rinunciato al Cincinnati Open per infortunio. L’annuncio del Masters 1000 statunitense viene confermato dallo stesso campione azzurro: «Il ginocchio mi dà fastidio e nonostante ci siamo impegnati a fondo con il mio team medico devo ammettere che non sono ancora pronto per gareggiare. Sono molto deluso ma non vedo l’ora di tornare e ora mi sto concentrando sulla preparazione per gli US Open». Ma quali sono le ragioni di questo stop?

Il campione altoatesino si è sottoposto a controlli a Milano prima della partenza per gli Stati Uniti. «Pur non potendo entrare nel merito della condizione specifica del campione», analizza Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Simfer, «posso affermare che, quando un tennista accusa un problema al ginocchio senza aver subito un trauma acuto, come sembrerebbe essere il caso di Sinner, probabilmente ci troviamo davanti a una patologia da sovraccarico, causato dalle continue sollecitazioni, salti, frenate, scivolamenti e cambi di direzione violenti richiesti dal tennis moderno».

La strategia dello staff e le insidie del sovraccarico

Per l’esperto si può dedurre come la scelta dello staff rappresenti «la giusta precauzione per non sollecitare troppo il ginocchio e permettere, quindi, da un lato di gestire il carico e dall’altro di sottoporsi a un protocollo terapeutico dedicato per arrivare nella migliore condizione possibile» agli US Open, preservando l’articolazione. Negli atleti di vertice la gestione tempestiva del dolore è cruciale: «Queste condizioni si verificano quando microtraumi ripetuti sui tessuti muscolo-scheletrici superano la capacità di compensazione e rigenerazione del corpo. Gli infortuni agli arti inferiori rappresentano tra il 31% e il 67% di tutti i traumi nel tennis. Il distretto del ginocchio è coinvolto in circa il 10-15% degli infortuni totali e il 60-70% è classificabile come infortunio da overuse».

Tra le patologie più diffuse rientrano la tendinopatia rotulea, la tendinopatia quadricipitale, la sindrome femoro-rotulea, la sindrome della bandelletta ileotibiale e le lesioni meniscali degenerative da micro-impatti. Per superare la fase critica si valutano trattamenti mirati: «Idrochinesiterapia, onde d’urto focali, campi elettromagnetici, laser-terapia o terapia infiltrativa a base di acido ialuronico, PRP, collagene e ozonoterapia. Tutte opzioni da personalizzare in base alla diagnosi dell’atleta», conclude Bernetti.

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