
Emergono dettagli sempre più sconvolgenti ed inquietanti attorno all’inchiesta che ha travolto un asilo nido privato di Muggiò, nella provincia di Monza e Brianza. Baci in bocca con la lingua su almeno due bambini maschi: per questo una delle maestre coinvolte nei maltrattamenti avvenuti su almeno 10 bambini sarebbe stata accusata anche di molestie sessuali oltre che di violenza fisica e psicologica. Alla donna è stato infatti contestato il reato 609-bis del Codice Penale, che disciplina la violenza sessuale, aggravando pesantemente la sua posizione di fronte agli inquirenti.
Le indagini condotte dalla Procura di Monza insieme agli uomini della Squadra Mobile sono scattate in seguito a due segnalazioni cruciali: una denuncia presentata da un’ex maestra in servizio in passato nella struttura, rivolta alla Asl locale, e un’altra depositata dal genitore di un piccolo frequentatore del nido che aveva riscontrato comportamenti del tutto anomali nel figlio. Un’attività investigativa lampo, condotta tra aprile e i mesi successivi, che ha permesso di fare luce in tempi record su quanto accadeva tra quelle mura.
Telecamere nascoste e violenze shock sui bimbi
Le immagini registrate dalle videocamere e i suoni captati dai microfoni ambientali posizionati dai poliziotti hanno restituito un quadro da brividi. Più di dieci bambini, tutti di età inferiore ai tre anni, sarebbero stati afferrati per le orecchie e persino sollevati da terra, presi per i capelli per essere spostati, spintonati, strattonati e malmenati. Un incubo quotidiano fatto anche di punizioni umilianti, insulti e privazioni: ai piccoli veniva infatti somministrata una quantità di cibo e acqua nettamente inferiore rispetto al necessario.
A finire nei guai sono state la titolare della struttura e un’educatrice, rispettivamente di 42 e 24 anni, per le quali sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti. A entrambe è stato inoltre contestato l’esercizio abusivo della professione: dagli accertamenti è emerso che la ventiquattrenne lavorasse da gennaio come educatrice per l’infanzia senza aver mai conseguito i titoli abilitativi previsti dalla legge. L’operazione ha portato anche alla denuncia a piede libero per altre due educatrici di 32 e 49 anni, mentre la comunità locale resta attonita davanti alla gravità dei maltrattamenti emersi.


