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Caso Lavitola, Ranucci rischia Report: la Rai valuta lo stop da novembre

Pubblicato: 14/08/2026 07:58

La posizione di Sigfrido Ranucci alla guida di Report si fa sempre più delicata. Alla ripresa della trasmissione, prevista per novembre, il giornalista potrebbe non tornare in video. Formalmente si tratterebbe di una scelta editoriale, ma sullo sfondo pesa la relazione del Comitato Etico Rai, consegnata all’amministratore delegato Giampaolo Rossi, che individua una serie di criticità nel comportamento del conduttore emerse nell’ambito della vicenda Valter Lavitola.

A viale Mazzini la preoccupazione principale riguarderebbe il possibile danno d’immagine per la Rai e per la stessa trasmissione. Il dossier contesta a Ranucci comportamenti ritenuti incompatibili con gli obblighi di correttezza, lealtà e tutela dell’immagine aziendale. In azienda, secondo quanto emerge, ci sarebbe anche chi auspica un passo indietro autonomo del giornalista, evitando così uno scontro diretto sulla sua permanenza alla conduzione.

Il dossier Rai e i rapporti con Lavitola

Tra i punti più delicati c’è il rapporto con Lavitola. Secondo quanto ricostruito da Repubblica, l’ex direttore dell’Avanti! avrebbe avuto la possibilità di intervenire o comunque esercitare influenza su alcune attività giornalistiche, frequentando anche la redazione senza autorizzazione e arrivando a conoscere mail e comunicazioni interne. Elementi che, secondo la valutazione interna della Rai, rischierebbero di mettere in discussione l’autonomia e la credibilità del programma.

Nel dossier sarebbero finite anche alcune dichiarazioni di Ranucci contro dirigenti e colleghi dell’azienda. Tra queste il vocale del 2021 all’influencer Valentina Pelliccia, nel quale parlava della presenza dentro la Rai di «un po’ di mafia» e «un po’ di massoneria», e i giudizi rivolti allo stesso Giampaolo Rossi. Agli atti figurerebbero inoltre le visite di Maria Rosaria Boccia nella redazione di Report e le accuse rivolte a Federico Ruffo, conduttore di Mi Manda RaiTre.

La questione ormai non riguarderebbe soltanto il rapporto personale tra il giornalista e l’azienda. Anche all’interno della redazione di Report ci sarebbe chi chiede di tutelare prima di tutto la trasmissione e la sua credibilità. Sullo sfondo pesa inoltre il tema del prossimo pensionamento di Ranucci, che aveva già aperto da tempo una riflessione sul futuro del programma.

Parte la ricerca del possibile successore

Intanto sarebbe già cominciata la ricerca di un possibile nuovo volto per la conduzione. Dopo il no di Milena Gabanelli, uno dei nomi considerati sarebbe quello di Peter Gomez, anche se il giornalista non sarebbe stato ancora contattato e dispone già di uno spazio televisivo su Rai3. Non sarebbe invece in corsa Massimo Giletti, destinato a restare alla guida della prima serata del lunedì sulla stessa rete.

Ranucci, da parte sua, non sembra intenzionato a lasciare spontaneamente il programma. Le indiscrezioni su una sua reazione particolarmente dura e sulla possibilità di azioni legali sono state successivamente smentite dallo stesso conduttore, ma il clima resta teso. Il Comitato Etico che ha esaminato la vicenda è composto da Stefano Coletta, Delia Gandini, Stefania Pennarola e Felice Ventura.

In questi giorni Ranucci è tornato a Rocca Massima, luogo al quale è legato fin dall’infanzia e che ha descritto come il proprio rifugio dagli attacchi e dalle polemiche. Accanto a lui ci sono la moglie Marina e la famiglia, già duramente provata negli ultimi anni dalle minacce e dalla vita sotto scorta.

Il suo avvocato Roberto De Vita descrive la fase attuale come una «lotta strenua per la sopravvivenza» in un «mare in tempesta». Una definizione che restituisce la dimensione dello scontro ormai aperto: in gioco non c’è soltanto il futuro personale di Ranucci, ma anche la guida e l’identità di uno dei programmi d’inchiesta più riconoscibili della Rai.

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