Vai al contenuto

Ceuta, massima allerta per il 15 agosto: sui social appelli a un nuovo ingresso di massa

Pubblicato: 14/08/2026 22:17

Le autorità marocchine e spagnole rafforzano i controlli alla frontiera di Ceuta dopo la diffusione online di messaggi che invitano migliaia di migranti a tentare un nuovo ingresso irregolare nell’enclave spagnola.

L’allarme alla vigilia di Ferragosto

Il 15 agosto è considerato una giornata particolarmente sensibile dalle autorità dei due Paesi. Da diversi giorni circolano sui social network appelli a ripetere quanto accaduto il 30 e 31 luglio, quando migliaia di persone tentarono di raggiungere Ceuta a nuoto, passando attraverso la zona del frangiflutti di El Tarajal.

«La frontiera di Ceuta sarà aperta il giorno 15, festivo in Spagna», si legge in alcuni dei messaggi diffusi online e rilanciati dai media spagnoli. Le autorità temono che gli appelli possano trasformarsi nelle prossime ore in un nuovo tentativo di attraversamento di massa.

Rafforzati i controlli sul lato marocchino

Di fronte al rischio di nuovi arrivi, il Marocco ha rafforzato il dispositivo di sicurezza nella zona di Fnideq, località situata a ridosso della frontiera con Ceuta. Nell’area sono stati dispiegati centinaia di uomini.

La situazione viene monitorata con particolare attenzione sia da Rabat sia da Madrid, soprattutto dopo gli episodi avvenuti alla fine di luglio.

L’inviato Rai bloccato al porto

Proprio nel quadro dell’innalzamento dei controlli si inserisce anche quanto accaduto all’inviato del Tg2 Lorenzo Lo Basso, bloccato insieme alla troupe al suo arrivo a Ceuta.

Il giornalista ha raccontato ad Agorà Estate di essere sbarcato intorno all’una di notte e di essere stato sottoposto a controlli approfonditi dopo che gli agenti avevano notato le telecamere nell’auto. Alla troupe sarebbe stato contestato il mancato possesso di un’autodichiarazione, necessaria per introdurre l’attrezzatura.

«Siamo stati gli unici»

Lo Basso ha spiegato di essere già stato a Ceuta durante la precedente ondata migratoria senza aver mai incontrato problemi simili. Agli agenti avrebbe anche proposto di consegnare il passaporto e rientrare successivamente per regolarizzare la posizione, ma senza successo.

Alla fine, intorno alle due del mattino, l’inviato e la troupe hanno dovuto lasciare il porto a piedi e senza macchina né attrezzatura.

«Siamo stati gli unici a essere fermati, perquisiti e controllati in questo modo», ha raccontato Lo Basso, spiegando che dalla nave erano sbarcate circa cento automobili e che soltanto quella della troupe sarebbe stata sottoposta a quel trattamento.

La protesta di Unirai Figec

Sulla vicenda è intervenuto il sindacato Unirai Figec, che ha espresso preoccupazione per la rigidità dei controlli nei confronti della troupe italiana.

Secondo il sindacato, i giornalisti hanno dovuto «abbandonare l’auto, la telecamera e il resto dell’attrezzatura», rimanendo a piedi durante la notte e rischiando di non poter effettuare il collegamento televisivo previsto.

Unirai ha infine sostenuto che i controlli rafforzati degli ultimi giorni starebbero colpendo «in particolare, gli italiani», sollevando interrogativi sul rispetto del principio della libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione europea.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure