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Meloni, il piano per l’autunno: taglio delle tasse, contratti e bollette. Poi la svolta sul nucleare

Pubblicato: 16/08/2026 22:46

Riduzione delle tasse sul ceto medio, difesa del potere d’acquisto, rinnovo dei contratti, interventi contro il caro energia e ritorno al nucleare. Giorgia Meloni mette in fila le priorità che attendono il governo alla ripresa dopo la pausa estiva e che accompagneranno l’esecutivo verso l’ultima parte della legislatura e le elezioni politiche del 2027.

Intervistata da MF, la presidente del Consiglio parte dal dossier probabilmente più complesso: quello fiscale. Dopo gli interventi già realizzati sui redditi fino a 50mila euro, l’obiettivo dichiarato è proseguire sulla stessa strada. «Vogliamo fare certamente di più per alleggerire ancora il carico fiscale sul ceto medio, che sostiene l’Italia e va premiato», afferma Meloni. La partita decisiva sarà quella delle risorse disponibili, anche in vista della prossima legge di bilancio.

Meno tasse e difesa del potere d’acquisto

Il secondo fronte riguarda direttamente i redditi delle famiglie. Il governo punta a incrementare il potere d’acquisto degli italiani, ancora condizionato dagli effetti dell’inflazione accumulata negli ultimi anni. Meloni sottolinea che il Pil pro capite è aumentato di 4.500 euro rispetto al 2022, ma riconosce che «c’è spazio per fare meglio».

Una parte importante della strategia passa dai rinnovi contrattuali. L’obiettivo è favorire il recupero della capacità di spesa persa con l’aumento del costo della vita, accelerando il confronto già aperto tra organizzazioni imprenditoriali e sindacati. Il governo considera la crescita dei redditi da lavoro uno degli strumenti necessari anche per sostenere consumi e crescita economica.

Il nodo bollette dopo la fiammata energetica

L’autunno porterà con sé anche il problema dell’energia. Dopo gli interventi sui carburanti e sulle accise, Palazzo Chigi guarda alle possibili ripercussioni dell’aumento dei prezzi sulle bollette di famiglie e imprese, con settembre indicato come uno dei primi banchi di prova.

In questo quadro rientrano i 14 miliardi di maggiore flessibilità europea che, secondo Meloni, l’Italia è riuscita a ottenere a Bruxelles. Una possibilità legata agli impegni sulla difesa ed estesa all’energia che, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe permettere nei prossimi due anni di attenuare l’impatto dei rincari soprattutto sulle famiglie più vulnerabili e sulle aziende.

Con la Commissione europea il governo intende inoltre verificare la possibilità di utilizzare queste risorse per incentivare lo sviluppo e l’acquisto di tecnologie prodotte in Italia e nell’Unione europea, con l’obiettivo di trasformare almeno una parte degli interventi contro il caro energia in una leva per sostenere il sistema produttivo.

Meloni rivendica stabilità e crescita

La premier rivendica anche i risultati ottenuti sul fronte della stabilità finanziaria. Ricorda la situazione trovata all’inizio della legislatura, quando, secondo la sua ricostruzione, lo spread era intorno ai 240 punti e i titoli di Stato italiani rischiavano un ulteriore declassamento, contrapponendola allo scenario attuale.

«Oggi il quadro è molto diverso. L’economia italiana sta tenendo bene», sostiene Meloni, citando i risultati dei primi due trimestri del 2026. La presidente del Consiglio indica una crescita dell’1% rispetto al periodo aprile-giugno del 2025 e una crescita acquisita per l’intero 2026 dello 0,8%.

Il mantenimento della stabilità dei conti pubblici resta quindi uno dei vincoli entro i quali dovranno essere costruiti gli interventi annunciati per l’autunno, a cominciare proprio dal nuovo alleggerimento fiscale destinato al ceto medio.

Il ritorno del nucleare nell’agenda del governo

Tra i dossier strategici torna anche il nucleare di nuova generazione. L’esecutivo vuole accelerare il percorso per riportare questa fonte nel mix energetico nazionale, puntando sulle nuove tecnologie e sulla possibilità di ridurre nel lungo periodo la dipendenza italiana dalle importazioni energetiche.

Per Meloni il tema assume anche una dimensione geopolitica. La crisi internazionale ha evidenziato i rischi derivanti dalla dipendenza da fornitori collocati in aree politicamente instabili o coinvolte in conflitti, dalla Russia al Medio Oriente. Il nucleare viene quindi considerato dal governo uno degli strumenti attraverso i quali aumentare l’autonomia energetica del Paese.

Il dossier Mps e l’autunno che porta verso il 2027

Sul tavolo rimane infine la partita bancaria e, in particolare, il futuro di Monte dei Paschi di Siena. Meloni definisce Mps una banca «tornata in salute» e ormai diventata «il pezzo pregiato su cui si concentrano le attenzioni».

La premier evita di indicare una soluzione preferita e affida il futuro dell’istituto alle dinamiche del mercato: «Mi auguro che dalle dinamiche di mercato possa emergere un sistema ancor più solido e concorrenziale».

L’agenda delineata da Meloni è dunque ampia e concentra sull’autunno alcune delle partite economicamente più delicate della legislatura. Tasse, salari, bollette ed energia saranno i primi test, con il problema delle coperture finanziarie destinato a diventare centrale nella costruzione della prossima manovra e con l’orizzonte politico delle elezioni del 2027 ormai sempre più vicino.

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