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Malagò nel mirino della Procura, la sua posizione può mettere a rischio anche Mancini

Pubblicato: 17/08/2026 20:22

La posizione di Giovanni Malagò finisce sotto la lente della Procura generale dello sport presso il Coni e la vicenda potrebbe avere conseguenze anche sulla panchina della Nazionale italiana. La Procura generale ha infatti sollecitato la Procura federale della Figc ad aprire un fascicolo sulla posizione dell’attuale presidente della Federazione.

Malagò è stato eletto lo scorso 22 giugno con il 69% dei voti, superando Giancarlo Abete, fermatosi al 29%. Al centro della verifica c’è il suo tesseramento alla data della presentazione della candidatura, che secondo l’articolo 29, comma 1, dello Statuto della Figc rappresenterebbe un requisito necessario per poter essere candidato.

La richiesta del procuratore Taucer

A riportare i dettagli della vicenda è La Stampa, che ha pubblicato un documento della Procura generale dello sport datato 15 luglio e firmato dal procuratore generale Ugo Taucer.

Nel documento viene evidenziato, in relazione alla correttezza del tesseramento, «il mancato deposito di atti oggettivi in proposito». La Procura generale sottolinea inoltre che «non risulta essere stata attivata alcuna iniziativa di competenza amministrativa della Procura federale».

Per questo Taucer ha chiesto al procuratore federale Giuseppe Chinè di procedere con una verifica. La questione, infatti, non sarebbe stata stabilita da alcun giudice, dal momento che il tema del tesseramento di Malagò non sarebbe stato esaminato nel precedente procedimento.

Cosa c’entra Roberto Mancini

L’eventuale irregolarità nella nomina di Malagò potrebbe avere ripercussioni anche sulle decisioni assunte dalla sua presidenza, compresa quella relativa alla scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale.

Malagò aveva inizialmente affidato a Paolo Maldini il ruolo di direttore tecnico e a Leonardo quello di advisor, delegando loro la scelta del selezionatore. La prima opzione era stata Pep Guardiola, ma dopo il rifiuto dell’allenatore catalano la scelta era ricaduta su Andrea Pirlo.

La situazione era però rapidamente cambiata. Lo scetticismo di Malagò e le polemiche legate ai rapporti commerciali di Pirlo con un’importante agenzia russa di scommesse sportive avevano contribuito alla brusca frenata del progetto, culminata nelle dimissioni di Maldini e Leonardo.

Il ritorno di Mancini

A quel punto Malagò era tornato sulla sua prima scelta, Roberto Mancini, affidandogli nuovamente la panchina della Nazionale. Claudio Ranieri è stato invece individuato come direttore tecnico.

Ora, però, la verifica sul presidente Figc potrebbe riaprire il caso. Se venisse accertata un’irregolarità nella candidatura o nella nomina di Malagò, anche gli atti successivi potrebbero finire sotto esame, compresa la scelta di Mancini come commissario tecnico.

La Figc, dal canto suo, sostiene che Malagò sia stato ritenuto candidabile dagli uffici. Resta però il nodo dell’anagrafe federale S400: secondo quanto riportato, il modulo relativo al presidente non figurerebbe nel sistema. La questione è ora nelle mani della Procura federale.

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