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Vesuvio, crolla l’Occhio del Diavolo: scompare uno dei simboli naturali della Valle dell’Inferno

Pubblicato: 17/08/2026 20:38

Il Vesuvio perde uno dei suoi elementi naturali più caratteristici. È crollato l’Occhio del Diavolo, il suggestivo foro nella roccia che per anni ha caratterizzato il paesaggio della Valle dell’Inferno, lungo uno dei percorsi più conosciuti del vulcano campano.

La scoperta è avvenuta nella mattinata di lunedì 17 agosto, quando Giuseppe Miranda, profondo conoscitore del territorio vesuviano, durante un’escursione si è accorto che la formazione rocciosa non esisteva più. La notizia è stata successivamente documentata insieme a Vincenzo Marasco, esperto del territorio e del Parco Nazionale del Vesuvio.

Le fotografie prima e dopo il crollo

A testimoniare la scomparsa dell’Occhio del Diavolo sono soprattutto due fotografie messe a confronto sui social da Marasco. La prima era stata scattata nella primavera scorsa e mostra ancora chiaramente il caratteristico foro naturale. La seconda, realizzata da Miranda nella mattinata del 17 agosto, restituisce invece un panorama diverso: quella porzione di roccia è crollata e l’apertura non c’è più.

«Il lento e inesorabile degrado degli aspetti geologici più fragili ed esposti della “Montagna dormiente” ha fatto il suo corso naturale. Quell’occhio fisso su chi percorreva la sentieristica che attraversa l’austerità del contesto naturalistico della Valle dell’Inferno ci mancherà», ha scritto Marasco pubblicando le immagini.

Perché è crollato l’Occhio del Diavolo

Non si tratterebbe dunque di un cedimento determinato da un singolo episodio, ma dell’esito di un processo naturale di erosione che avrebbe progressivamente indebolito la formazione rocciosa.

Nel tempo, infatti, strutture geologiche particolarmente esposte possono essere modificate dall’azione combinata di vento, pioggia, escursioni termiche e altri agenti atmosferici. Nel caso dell’Occhio del Diavolo, il deterioramento sarebbe avvenuto gradualmente fino al cedimento della parte più fragile della roccia.

La scomparsa della formazione cambia così uno degli scorci più riconoscibili della Valle dell’Inferno, area particolarmente suggestiva del complesso Somma-Vesuvio e meta di escursionisti.

Un paesaggio che continua a cambiare

Il crollo ricorda anche come quello del Vesuvio sia un paesaggio geologicamente dinamico, nel quale le forme visibili oggi sono il risultato di fenomeni che si sviluppano nel corso del tempo.

L’Occhio del Diavolo, con la sua apertura naturale nella parete rocciosa, era diventato un punto di riferimento per chi percorreva i sentieri della Valle dell’Inferno. Da oggi quello scorcio non esiste più: resta nelle fotografie di chi lo ha attraversato e osservato negli anni.

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