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Violenze all’asilo, terribile: “C’era sangue sul body”. Racconto horror di un padre

Pubblicato: 18/08/2026 19:50

Era andato a prendere il figlio di appena otto mesi all’asilo nido e se lo era visto riconsegnare con graffi e lividi sul volto, intorno agli occhi e al naso. Le spiegazioni ricevute dalle maestre non lo avevano convinto già allora. Adesso, dopo l’inchiesta che ha portato all’arresto della titolare della struttura e di una giovane educatrice, quel padre vuole sapere cosa sia realmente accaduto al suo bambino.

La vicenda arriva dalla provincia di Monza e Brianza ed è raccontata da Il Giorno, che per tutelare la famiglia indica il padre con il nome di fantasia Giuseppe. L’uomo si è rivolto alla Squadra mobile e sarebbe intenzionato a presentare denuncia, chiedendo di poter fare chiarezza anche attraverso le immagini registrate dalle telecamere.

«Mi dissero che era caduto da un gioco»

Il bambino frequentava la struttura soltanto dal 27 aprile. Un giorno il padre, rientrato prima dal lavoro, era andato personalmente a prenderlo e aveva notato immediatamente i segni sul viso.

«Me lo sono trovato con graffi e lividi. Mi sono subito preoccupato e arrabbiato», racconta. Dopo avere contattato il nido, aveva chiesto spiegazioni alla titolare. La versione fornita, sostiene, era che il piccolo fosse caduto da un gioco non adatto alla sua età.

Una ricostruzione che non lo aveva convinto: «Quelle storie accampate dalle maestre non stavano in piedi». Il padre racconta di avere conservato anche i messaggi scambiati con la direttrice dopo l’episodio.

Ora vuole verificare se quanto accaduto al figlio possa avere un collegamento con i fatti contestati nell’inchiesta sulla struttura. Gli accertamenti dovranno stabilire cosa mostrino effettivamente le registrazioni delle telecamere in relazione al bambino.

Gli arresti e le accuse

L’asilo è finito al centro di una grave indagine che ha portato all’arresto della direttrice e di una giovane maestra con accuse di maltrattamenti. Alla seconda educatrice viene contestata anche la violenza sessuale su minori. Si tratta di contestazioni che dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario.

Dalle indagini sarebbero emersi comportamenti che comprendono punizioni degradanti, carenze nell’accudimento, modalità ritenute inadeguate nella somministrazione di cibo e acqua e presunti approcci inopportuni nei confronti dei bambini.

La famiglia aveva scelto quella struttura perché, racconta il padre, era l’unica nelle vicinanze ad avere ancora posti disponibili. «Lavoriamo tutti e due e avevamo bisogno di una mano». Per la mezza giornata, dalle 7.30 alle 13, pagavano 430 euro al mese. Il genitore sostiene inoltre che le condizioni della cucina gli fossero apparse poco soddisfacenti dal punto di vista igienico.

«Trovammo sangue sul body»

Quello dei lividi non sarebbe stato l’unico episodio ad avere insospettito i genitori. In un’altra occasione, racconta Giuseppe, marito e moglie avrebbero trovato macchie di sangue sul body del bambino.

Dal nido sarebbe stato spiegato loro che il sangue apparteneva a una maestra che si era procurata un taglio. Anche quella spiegazione, tuttavia, aveva lasciato perplessa la coppia.

Dopo avere appreso dell’inchiesta, il padre ha deciso di rivolgersi alla polizia per cercare risposte anche su quegli episodi. Saranno gli investigatori a verificare se esistano elementi in grado di ricostruire quanto accaduto al bambino durante la permanenza nella struttura.

Nel frattempo la famiglia deve affrontare anche un problema immediato: trovare un nuovo asilo nido per settembre. Il padre ha chiesto un incontro al sindaco, nella speranza di ottenere un posto in un’altra struttura, possibilmente convenzionata con il Comune.

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Ultimo Aggiornamento: 18/08/2026 20:19

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