
Nuova giornata di tensione in Medio Oriente dopo la scadenza della tregua e del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. Negli Emirati Arabi Uniti è tornato l’allarme per il lancio di missili attribuiti a Teheran: a Dubai sarebbe scattata l’intercettazione di due vettori, mentre l’Iran nega qualsiasi responsabilità e parla di accuse «infondate». Sullo sfondo cambia anche la strategia americana. Secondo quanto riferito alla Cnn da un funzionario statunitense, Donald Trump avrebbe ordinato di interrompere i colloqui con Teheran e di passare da una linea basata su un colpo rapido e duro a una pressione progressiva sull’Iran. Intanto la crisi continua ad allargarsi: Israele ha condotto nuovi attacchi nel sud del Libano e ha confermato i raid contro un aeroporto militare siriano, sostenendo che Damasco fosse pronta a consentire un dispiegamento di forze turche. Ankara respinge questa ricostruzione. Hamas, infine, accusa Benjamin Netanyahu di voler sabotare i negoziati per il cessate il fuoco a Gaza.
05:21 – Hamas accusa Netanyahu: «Escalation intenzionale»
Hamas sostiene di voler arrivare a un accordo per il cessate il fuoco a Gaza, ma accusa il premier israeliano Benjamin Netanyahu di ostacolare deliberatamente i negoziati. Dopo un attacco israeliano a Gaza City costato la vita a sette palestinesi, tra cui un bambino, il gruppo ha parlato di una «intenzionale escalation» e ha chiesto agli Stati Uniti e ai mediatori di esercitare pressioni sul governo israeliano perché rispetti gli accordi e non comprometta il percorso negoziale.
02:36 – Damasco si rivolge all’Onu contro i raid israeliani
La Siria ha denunciato alle Nazioni Unite gli otto raid israeliani contro l’aeroporto militare di Abu al-Duhur, nella provincia di Idlib. In lettere indirizzate al segretario generale dell’Onu e al presidente del Consiglio di sicurezza, Damasco sostiene che gli attacchi israeliani, proseguiti dal dicembre 2024, stiano ostacolando la stabilizzazione del Paese e aumentando il rischio di una nuova escalation regionale. La Siria chiede inoltre a Israele di rispettare l’accordo di disimpegno del 1974.
02:30 – Erdogan respinge le accuse israeliane sulla Siria
La Turchia nega di prepararsi a schierare proprie forze militari in Siria, come sostenuto dall’ufficio del primo ministro israeliano. La presidenza di Recep Tayyip Erdogan definisce le affermazioni israeliane «infondate» e le considera un tentativo di giustificare i raid compiuti da Israele sul territorio siriano, giudicati da Ankara una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese.
00:39 – Cnn: Trump cambia strategia, stop ai colloqui con l’Iran
Gli Stati Uniti starebbero modificando profondamente la propria strategia nei confronti dell’Iran. Un funzionario americano ha riferito alla Cnn che Donald Trump avrebbe ordinato ai vertici della sua amministrazione di interrompere i colloqui con Teheran. L’obiettivo non sarebbe più quello di colpire duramente e rapidamente l’Iran, ma di esercitare una pressione crescente e graduale sul regime.
00:29 – Nuovi raid israeliani nel sud del Libano
L’aviazione israeliana ha compiuto nuovi attacchi nel Libano meridionale. Secondo la televisione libanese Al-Mayadeen, vicina a Hezbollah, i bombardamenti hanno interessato la periferia di Qantara, nell’area di Ali Taher, e Dohat Kafr Ruman. I raid arrivano mentre resta alta la tensione lungo il fronte tra Israele e Hezbollah.
00:17 – Hormuz, l’Iran perde terreno sulla rotta marittima
Nonostante le rivendicazioni di Teheran sul controllo dello Stretto di Hormuz, gran parte del traffico navale starebbe ormai utilizzando la rotta omanita. Secondo dati di Kpler citati dalla Cnn, oltre l’80 per cento dei transiti delle ultime due settimane sarebbe avvenuto attraverso questo corridoio. L’Iran si oppone alla rotta e continua a rivendicare il proprio controllo strategico sullo stretto.
00:16 – Teheran nega il lancio di missili contro gli Emirati
Il ministero degli Esteri iraniano respinge le accuse degli Emirati Arabi Uniti sul lancio di missili contro il Paese. Il portavoce Esmail Baghaei ha definito le contestazioni «infondate», sostenendo che rischiano di compromettere il clima di fiducia tra gli Stati della regione e di aggravare ulteriormente l’instabilità. La dichiarazione è stata rilanciata dall’agenzia iraniana Fars.
00:16 – Israele conferma i raid in Siria: «Damasco ha violato gli accordi»
Israele ha confermato la responsabilità degli attacchi contro un aeroporto militare siriano. Secondo l’ufficio di Benjamin Netanyahu, Damasco avrebbe minacciato di modificare lo status quo di sicurezza permettendo alla Turchia di schierare proprie truppe in una base vicina ad Aleppo. Israele afferma di aver avvertito più volte la Siria e ribadisce che non accetterà minacce alla propria sicurezza. Fonti turche hanno però negato l’intenzione di Ankara di stabilire una presenza militare nella base colpita.


