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Garlasco, De Rensis e il dolore della madre di Stasi

Pubblicato: 20/08/2026 12:40

Il delitto di Garlasco continua a riaprire ferite profonde, ben oltre gli atti, le perizie e gli accertamenti che da diciannove anni accompagnano la morte di Chiara Poggi. Dietro una delle vicende giudiziarie più discusse d’Italia restano infatti vite segnate in modo drammatico. A riportare l’attenzione su questo aspetto è stato l’avvocato Antonio De Rensis, intervenuto durante la trasmissione Filorosso.

Il legale, che con Giada Bocellari assiste Alberto Stasi, ha raccontato i passaggi più dolorosi affrontati dalla famiglia dell’unico condannato in via definitiva per l’omicidio. Parlando con Antonino Monteleone, De Rensis ha scelto di soffermarsi soprattutto sulla madre di Stasi, Elisabetta Ligabò, e sul peso di anni che hanno cambiato per sempre il suo destino.

Il dramma della madre di Alberto Stasi

“c’è una donna che vive da sola” perché “ha perso i due affetti più cari”. Con queste parole De Rensis ha evocato la condizione di Elisabetta Ligabò. Il marito, Nicola Stasi, è morto nel dicembre 2013 a causa di una malattia autoimmune. Due anni dopo, nel 2015, anche il figlio Alberto è entrato in carcere, dopo la sentenza con cui la Cassazione ha reso definitiva la condanna dell’appello-bis per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007.

Un quadro familiare doloroso, che si intreccia alla lunga storia giudiziaria del caso. De Rensis non ha mai nascosto la stima e l’affetto maturati verso il suo assistito e, nel corso del confronto televisivo, ha richiamato anche le nuove questioni emerse sul fronte investigativo, in uno scenario che continua a suscitare interrogativi e sgomento.

Le parole di Giulia Pezzino e le prime indagini

Il difensore ha citato le dichiarazioni rese come Sit dal pubblico ministero di Pavia Giulia Pezzino, ascoltata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Brescia sulla presunta corruzione contestata a Mario Venditti. Per De Rensis, quelle dichiarazioni aiuterebbero a comprendere quanto sarebbe accaduto in una fase precedente degli accertamenti sul caso.

L’avvocato ha definito quelle parole “una miniera d’oro”, riferendosi al passaggio nel quale Pezzino parla di “rilevanti omissioni” nelle prime indagini condotte su Andrea Sempio nel 2016. Secondo il legale, si tratta di un elemento rilevante anche perché pronunciato da un magistrato, nel nuovo e complesso scenario che si è aperto attorno al caso Garlasco.

La villetta di via Pascoli e gli interrogativi ancora aperti

Al centro del confronto è tornata anche la villetta di via Pascoli 8, dove Chiara Poggi fu trovata senza vita. Monteleone ha chiesto a De Rensis se, a quasi vent’anni dalla tragedia, quell’abitazione possa custodire risposte che gli accertamenti dell’epoca non sarebbero riusciti a individuare.

De Rensis ha collegato il tema alle parole di Pezzino, sostenendo che “le rilevanti omissioni si siano verificate anche, ma non solo, all’interno dell’abitazione in cui si è consumato questo efferato delitto”. Per il legale, l’attenzione deve dunque tornare sulle prime indagini sul delitto di Garlasco e sulle verifiche eseguite nella casa. Sul piano personale, ribadisce infine che Stasi parlerebbe di Chiara con estrema delicatezza e rispetto: mentre nuovi atti e testimonianze vengono riesaminati, le domande attorno al caso restano aperte.

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