
Quando pregiudizi immotivati e paure infondate prendono il sopravvento sulla scienza, il prezzo da pagare può rivelarsi spaventosamente alto e irreparabile. Una decisione maturatasi tra le mura domestiche si è trasformata nel peggiore degli incubi possibili, travolgendo una famiglia e lasciando i sanitari in uno stato di profondo sconforto per una vita spezzata prima ancora di poter fiorire. Una corsa contro il tempo disperata, iniziata quando il quadro clinico era ormai drammaticamente compromesso, si è conclusa nel modo più tragico, riaprendo con forza un dibattito drammatico e sollevando interrogativi dolorosi su quali rischi reali si corrano quando si decide di voltare le spalle alla prevenzione medica.
Una bambina di tre anni è morta all’ospedale dei Bambini del Civico di Palermo per una difterite non curata in tempo: la piccola non era mai stata vaccinata, per scelta dei genitori, contrari ai vaccini fin dalla sua nascita. Si tratta del primo decesso per questa malattia registrato in Italia negli ultimi dieci anni. La bambina, residente nel quartiere Zen di Palermo, è arrivata sabato in condizioni già gravi al pronto soccorso dell’ospedale Cervello, dove è stata intubata. Di fronte al rapido pegioramento del quadro clinico, i medici l’hanno trasferita in terapia intensiva pediatrica all’ospedale dei Bambini, tentando ogni strada possibile per salvarla. La piccola è stata spostata in cardiochirurgia e collegata alla macchina per la circolazione extracorporea (Ecmo), mentre le è stata praticata anche l’emodialisi per depurare il sangue dalla tossina prodotta dal batterio della difterite. Gli sforzi dei medici non sono bastati: la piccola è morta nella notte per un’insufficienza multiorgano.
Il ritardo nella diagnosi e i rischi della mancata prevenzione
Secondo quanto ricostruito, i genitori avevano scambiato i primi sintomi della difterite per una comune tonsillite, ritardando così la diagnosi corretta. Ai medici avrebbero spiegato di aver rinunciato alla vaccinazione della figlia perché convinti che il vaccino trivalente fosse la causa dell’autismo diagnosticato a un cugino della bambina. Domenico Cipolla, direttore sanitario dell’Arnas Civico, ha sottolineato che si tratta del primo caso di morte per difterite in Italia nell’ultimo decennio, ricordando che l’ultimo episodio registrato in Europa risale a quattro anni fa, in un villaggio no vax spagnolo.
La difterite è una malattia infettiva causata da un batterio che si trasmette per via aerea e colpisce le prime vie respiratorie, dove forma placche ed edemi capaci di ostruire rapidamente il passaggio dell’aria. Il batterio produce una tossina estremamente potente, in grado di diffondersi nell’organismo e danneggiare progressivamente cuore, reni e sistema nervoso. Se diagnosticata tempestivamente, la malattia è curabile con la somministrazione di antibiotici; la vaccinazione resta lo strumento principale di prevenzione per evitare tragiche conseguenze.


