
Quando un’attesa carica di speranza si trasforma improvvisamente nell’angoscia più buia, l’intera comunità si ritrova colfiato sospeso, stretta attorno al dolore dei familiari. Le ore che passano inesorabili, le ricerche a tappeto e la mobilitazione di decine di persone sul campo tracciano il contorno di una vicenda che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo momento. Di fronte alla tragica realtà, resta soltanto lo sconcerto per un destino ingiusto e crudele che ha spezzato una vita nel fiorire degli anni, lasciando un vuoto incolmabile e tante domande ancora senza risposta.

Si è conclusa nel modo più drammatico la vicenda di Giovanni Orani, l’imprenditore sassarese di 44 anni di cui si erano perse le tracce nella giornata di venerdì 21 agosto. Il tragico epilogo è arrivato nella tarda serata di domenica 23 agosto lungo la strada statale 127, in località Scala di Giocca, zona in cui si erano focalizzate le operazioni di ricerca nell’ultimo periodo. A far scattare il recupero è stata una segnalazione giunta ai Vigili del Fuoco relativa a un veicolo precipitato per circa 30 metri in un dirupo oltre la scarpata: all’interno dell’abitacolo si trovava il corpo ormai privo di vita dell’uomo.
Le ricerche e gli appelli dei familiari
L’allarme per la scomparsa del 44enne era scattato venerdì sera, momento in cui Orani si era allontanato dalla propria residenza in via Emilio Lussu a Sassari senza condurre con sé il cellulare né i documenti personali. Fin dalle prime ore successive all’allontanamento era stata immediatamente attivata una complessa macchina delle ricerche con il dispiegamento sul territorio delle forze dell’ordine e dei soccorritori.
A fare da eco alle operazioni svolte sul campo dalle squadre di soccorso erano stati anche i disperati appelli dei familiari dell’uomo, che attraverso una fitta condivisione sui canali social avevano chiesto il supporto e l’aiuto di tutti i cittadini per cercare di rintracciare l’imprenditore prima che fosse troppo tardi.


