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Vannacci, la follia nel manifesto: “Niente omosessuali in tv, aborto non scontato”

Pubblicato: 24/08/2026 14:06

«L’aborto non è un diritto». È uno dei passaggi centrali del nuovo capitolo della “Base ideologica e programmatica” di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, dedicato a famiglia, natalità, interruzione di gravidanza e identità di genere. Un documento che delinea una linea fortemente conservatrice e contiene proposte che vanno dall’ingresso delle associazioni pro-vita nei consultori allo stop alla somministrazione ambulatoriale o domiciliare della Ru-486, fino alle restrizioni sui contenuti definiti “genderisti” e “omosessualisti” accessibili ai minori.

Nel programma trovano spazio anche il divieto delle procedure di transizione di genere per i minorenni, che Futuro Nazionale vorrebbe trasformare in un “reato universale”, il contrasto alle direttive europee considerate espressione dell’“ideologia woke” e dell’“agenda Lgbt” e l’introduzione di percorsi di educazione militare nelle scuole superiori.

Aborto, la linea sulla legge 194 e sulla Ru-486

Futuro Nazionale non propone l’abolizione della legge 194, ma chiede di spostarne il baricentro verso la prevenzione dell’interruzione volontaria di gravidanza e il sostegno alla maternità.

Tra le misure indicate ci sono l’ingresso delle associazioni pro-vita nei consultori, l’“informazione sul battito fetale”, sostegni economici alle donne alle prese con gravidanze difficili e lo sviluppo dell’adozione prenatale.

Una linea più restrittiva viene proposta per la pillola abortiva Ru-486, che secondo il programma non dovrebbe più essere somministrata in regime ambulatoriale o domiciliare.

Il documento punta inoltre al riconoscimento del concepito come “soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati”. Il bambino durante la gravidanza dovrebbe essere preso in considerazione anche per l’accesso della famiglia a bonus e agevolazioni, comprese borse di studio e case popolari. Vengono inoltre proposte aggravanti per i reati commessi contro donne incinte quando provochino la perdita del nascituro.

La proposta di un ministero della Vita

Nel programma compare anche l’istituzione di un ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità, insieme a un Piano nazionale per la vita nascente e per la prevenzione dell’aborto.

Il 25 marzo dovrebbe diventare la “Giornata nazionale della vita nascente”, mentre ogni ospedale dotato di un reparto maternità dovrebbe avere obbligatoriamente una culla per la vita. Previsto anche il sostegno alle case rifugio destinate alle donne incinte che si trovano in condizioni di vulnerabilità.

La stretta sui contenuti “genderisti” e “omosessualisti” in tv

Altro capitolo riguarda la televisione. Futuro Nazionale propone di vietare programmi, scene e pubblicità con contenuti definiti “genderisti” o “omosessualisti” nelle fasce orarie in cui potrebbero essere visti dai minorenni.

La fascia protetta prevista dal programma andrebbe dalle 6 alle 23. Il sistema sarebbe accompagnato da sanzioni che, nelle ipotesi più gravi contemplate dal documento, potrebbero arrivare fino alla sospensione della licenza.

Transizione di genere dei minori, la proposta del “reato universale”

Ancora più restrittiva è la posizione sulla transizione di genere dei minorenni. Il partito propone di vietare gli interventi chirurgici di riassegnazione, la somministrazione di ormoni cross-sex e i bloccanti della pubertà anche in presenza del consenso dei genitori.

Il programma punta inoltre a trasformare queste pratiche in un “reato universale”, rendendole perseguibili dalla giustizia italiana anche quando effettuate all’estero.

Per gli adulti rimarrebbe invece la possibilità di sottoporsi agli interventi, ma secondo la proposta non dovrebbero essere finanziati dal Servizio sanitario nazionale.

Il no alle direttive europee considerate “woke” e Lgbt

Sul piano internazionale, Futuro Nazionale propone di respingere le direttive europee e degli organismi sovranazionali ritenute finalizzate alla promozione dell’“ideologia woke” e dell’“agenda Lgbt”.

Una posizione che, secondo quanto indicato nel documento, dovrebbe essere mantenuta anche rispetto alle pronunce delle Corti e degli organismi internazionali: sui principi considerati fondamentali dal partito non dovrebbe esserci quella che viene definita “sudditanza”.

Educazione militare nelle scuole e soldati nelle città

Il programma interviene anche su scuola, sicurezza e difesa. Negli istituti superiori Futuro Nazionale vorrebbe introdurre moduli di “educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale”, attraverso i quali gli studenti possano conoscere il ruolo delle Forze armate.

A questi potrebbero affiancarsi, su base volontaria, campi e attività esterne di formazione militare con valenza civica, anche con l’obiettivo dichiarato di avvicinare alla carriera nelle Forze armate “i migliori giovani con i caratteri adeguati”.

Nelle città, invece, il programma prevede un maggiore impiego dei militari al fianco delle forze di polizia nelle aree caratterizzate da elevati livelli di criminalità e degrado, oltre che nella protezione delle infrastrutture strategiche e dei luoghi sensibili.

Difesa, no al 5% del Pil e al piano Safe

Sul fronte delle spese militari, Futuro Nazionale “rigetta con fermezza” l’obiettivo di portare gli investimenti nella difesa al 5% del Pil. Secondo il partito, né la Nato né altre organizzazioni sovranazionali dovrebbero stabilire quanto l’Italia debba destinare al settore.

Contrarietà anche a Safe, lo strumento europeo di prestiti destinati alla difesa, giudicato nel programma come nuovo debito legato alle priorità stabilite a Bruxelles.

Infine l’immigrazione. Futuro Nazionale propone di rafforzare il ruolo della Marina Militare nel Mediterraneo, attraverso pattugliamenti e “interdizioni mirate” contro l’immigrazione irregolare, specificando che le operazioni dovrebbero essere condotte nel rispetto del diritto internazionale.

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Ultimo Aggiornamento: 24/08/2026 14:23

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