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Benzina e diesel, rincari dal 26 agosto: il governo cerca risorse per evitare la stangata del controesodo

Pubblicato: 24/08/2026 14:22
Accise benzina

Il conto alla rovescia è partito. Mancano appena due giorni alla scadenza dello sconto sulle accise dei carburanti e, senza un nuovo intervento del governo, automobilisti e famiglie rischiano di trovarsi davanti a un brusco aumento dei prezzi alla pompa. L’incremento potrebbe avvicinarsi ai 20 centesimi al litro, proprio mentre sulle strade italiane entra nel vivo il controesodo dalle vacanze estive.

Il decreto interministeriale firmato dai ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha spostato la scadenza dalla mezzanotte di lunedì 24 a quella di mercoledì 26 agosto. Una proroga di appena due giorni che concede all’esecutivo qualche ora in più per trovare una soluzione e, soprattutto, le risorse necessarie per finanziarla.

Quanto potrebbero aumentare benzina e diesel

Il rischio è quello di una vera e propria stangata sui carburanti. Secondo l’Osservatorio del ministero delle Imprese, sulle autostrade il prezzo medio in modalità self service si attesta attualmente a 2,13 euro al litro per il diesel e a 2,010 euro per la benzina.

Alla scadenza della riduzione delle accise è atteso un rincaro nell’ordine dei 17 centesimi al litro. Tradotto sul pieno di un’automobile, significherebbe circa 8,50 euro in più per 50 litri di carburante, cifra che può avvicinarsi ai 10 euro considerando le possibili oscillazioni dei listini.

L’aumento arriverebbe inoltre in uno dei momenti più delicati dell’estate per la viabilità, con il controesodo e centinaia di migliaia di automobilisti attesi sulle principali arterie stradali e autostradali.

La proroga di due giorni e il nodo delle coperture

La soluzione adottata finora è una micro-proroga fino al 26 agosto. Per finanziarla il governo ricorrerà al meccanismo delle cosiddette accise mobili, utilizzando almeno in parte il maggiore gettito Iva prodotto dall’aumento dei prezzi registrato nel mese di luglio.

Una strada che, tuttavia, difficilmente potrà sostenere una proroga più lunga. Per mantenere lo sconto anche nei giorni successivi servirebbero infatti nuove coperture per decine, se non centinaia, di milioni di euro.

È su questo fronte che si concentra il lavoro dell’esecutivo. L’ipotesi è quella di convocare il Consiglio dei ministri per approvare un nuovo decreto legge capace di prolungare il taglio delle accise almeno fino ai primi giorni di settembre.

Nel precedente provvedimento del 4 agosto il governo aveva reperito parte delle risorse attraverso tagli alla spesa dei ministeri. Ora sarà necessario individuare nuove disponibilità per evitare che la riduzione delle tasse sui carburanti termini nel pieno dei rientri estivi.

Il governo cerca una soluzione per il controesodo

Il fattore tempo diventa quindi decisivo. Senza un nuovo provvedimento, alla scadenza fissata per il 26 agosto tornerebbe infatti a pesare integralmente la componente fiscale precedentemente ridotta, con conseguenze immediate sui prezzi di benzina e gasolio.

L’obiettivo politico è evitare che il rincaro coincida con il weekend del controesodo, quando la domanda di carburante e il traffico sulle autostrade saranno particolarmente elevati.

La proposta italiana all’Ue: tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere

Parallelamente, il tema del caro carburanti è arrivato anche sul tavolo europeo. L’Italia sarebbe tra sei Paesi dell’Unione che hanno proposto l’introduzione a livello comunitario di una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, dopo l’impennata dei prezzi legata alla crisi in Medio Oriente.

Insieme all’Italia, l’iniziativa sarebbe sostenuta da Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna. I sei governi avrebbero inviato una lettera congiunta al ministro delle Finanze irlandese, con l’Irlanda alla presidenza di turno dell’Unione europea.

La proposta potrebbe essere discussa già nella prossima riunione utile dei ministri delle Finanze europei. Prima, però, per il governo italiano c’è una scadenza molto più ravvicinata: trovare entro mercoledì le risorse necessarie per impedire che alla pompa scatti il rincaro di benzina e diesel.

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