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Trump crolla nei sondaggi: bocciato in 47 stati su 50, ora i repubblicani temono il voto di Midterm

Pubblicato: 24/08/2026 20:19

A poco più di due mesi dalle elezioni di Midterm, per Donald Trump arrivano segnali sempre più preoccupanti. L’ultima rilevazione realizzata da YouGov per The Economist fotografa un presidente in difficoltà nella quasi totalità degli Stati Uniti: in 47 stati su 50 prevale infatti un giudizio negativo sul suo operato alla Casa Bianca. Le sole eccezioni sono Wyoming, Idaho e Virginia, mentre nel resto del Paese il bilancio dell’amministrazione viene bocciato dalla maggioranza degli elettori.

Il dato alimenta l’inquietudine nel Partito repubblicano, che guarda al voto di novembre con il timore di perdere terreno al Congresso. A pesare sul consenso sarebbero soprattutto le scelte compiute dall’amministrazione sul fronte dell’economia, del commercio e della politica estera. Anche altre rilevazioni segnalano una fase complicata per il presidente: secondo un sondaggio Reuters pubblicato il 17 agosto, soltanto circa un americano su tre approva l’operato dell’amministrazione.

La Camera può cambiare maggioranza

Alle elezioni di novembre saranno rinnovati tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e circa un terzo del Senato. Formalmente Trump non sarà sulla scheda elettorale, ma il risultato delle Midterm rappresenterà inevitabilmente un giudizio politico sui primi due anni della sua presidenza. Una sconfitta repubblicana potrebbe consegnare almeno uno dei due rami del Congresso ai democratici, limitando sensibilmente il margine di manovra della Casa Bianca e costringendo il presidente a negoziare con l’opposizione per portare avanti parte della propria agenda legislativa.

Le previsioni attuali indicano una situazione particolarmente delicata alla Camera, dove i democratici avrebbero concrete possibilità di conquistare la maggioranza. Più incerta la battaglia per il Senato, dove i repubblicani conserverebbero invece un leggero vantaggio. Proprio per questo il voto di novembre potrebbe determinare gli equilibri politici della seconda parte del mandato presidenziale e stabilire quanto spazio Trump avrà per continuare a governare senza dover cercare accordi con gli avversari.

Trump chiama alle urne i suoi elettori

Il presidente, tuttavia, continua a mostrare scetticismo nei confronti dei sondaggi e punta soprattutto sulla mobilitazione della propria base. Durante un comizio in South Carolina, Trump ha riconosciuto apertamente uno dei problemi che più preoccupano i repubblicani: una parte dei suoi sostenitori tende a partecipare in massa quando è lui direttamente candidato, ma può essere meno motivata nelle consultazioni in cui il suo nome non compare sulla scheda.

Da qui l’appello ai suoi elettori a comportarsi come se fosse ancora lui il candidato, andando comunque alle urne per sostenere senatori e deputati repubblicani. Una richiesta che mostra quanto la Casa Bianca consideri decisive queste Midterm. Per Trump il rischio non riguarda infatti soltanto la perdita di seggi, ma la possibilità che il voto di novembre si trasformi in un vero referendum politico sulla sua presidenza e consegni ai democratici gli strumenti parlamentari per ostacolarne l’azione nei due anni successivi.

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Ultimo Aggiornamento: 24/08/2026 20:20

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