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Velivolo precipita sulle montagne del Verbano, due morti: avrebbe urtato i cavi di una funivia

Pubblicato: 26/08/2026 13:52

Tragedia questa mattina sulle montagne del Verbano-Cusio-Ossola, dove un autogiro ultraleggero è precipitato nell’alta Valle Antrona provocando la morte delle due persone che si trovavano a bordo, un uomo di 60 anni e una donna di 63. L’incidente è avvenuto intorno alle 11.30 nella zona della diga di Campliccioli, nel territorio comunale di Antrona Schieranco. I soccorsi sono scattati immediatamente, ma all’arrivo delle squadre per i due occupanti del velivolo non c’era ormai più nulla da fare.

Le cause dell’incidente devono ancora essere accertate. Secondo le prime informazioni raccolte dalla stampa locale, tuttavia, il velivolo avrebbe urtato alcuni cavi della funivia che sale verso Camposecco, precipitando successivamente al suolo e prendendo fuoco. Una ricostruzione ancora preliminare sulla quale saranno necessari gli accertamenti tecnici. Il mezzo sarebbe decollato in mattinata da Albairate, nel Varesotto, prima di raggiungere la zona montana dell’Ossola.

L’incidente vicino alla diga di Campliccioli

L’allarme è scattato nella tarda mattinata di mercoledì 26 agosto. Il velivolo si trovava nell’area di Campliccioli, nell’alta Valle Antrona, quando per cause ancora da chiarire ha perso quota ed è precipitato. Sul posto sono stati inviati i soccorritori e il 118 ha fatto intervenire anche l’elisoccorso, mentre sono entrati in azione i Vigili del fuoco.

La zona dell’incidente si trova in un ambiente tipicamente alpino. Il lago artificiale di Campliccioli è situato a circa 1.350 metri di altitudine, nel territorio di Antrona Schieranco e all’interno del Parco naturale dell’Alta Valle Antrona. Si tratta di un’area montana nella quale le caratteristiche del territorio rendono particolarmente delicate anche le operazioni di soccorso e recupero.

Le vittime sono un uomo di 60 anni e una donna di 63

A bordo dell’autogiro viaggiavano due persone, un uomo di 60 anni e una donna di 63. Entrambi sono morti nell’impatto. Al momento delle prime comunicazioni non sono state rese note ufficialmente le loro identità.

I soccorritori, una volta raggiunta l’area dello schianto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dei due occupanti. Le operazioni sono quindi proseguite per mettere in sicurezza l’area e consentire i successivi accertamenti necessari a ricostruire con precisione la dinamica.

L’ipotesi dell’urto contro i cavi della funivia

L’elemento più importante emerso nelle ore successive riguarda la possibile causa della caduta. Secondo quanto riportato dalla stampa locale sulla base delle prime informazioni disponibili, l’autogiro avrebbe urtato i cavi della funivia che collega l’area con Camposecco. Dopo l’impatto il velivolo sarebbe precipitato e avrebbe preso fuoco.

Si tratta però di una prima ricostruzione e dovrà essere verificata attraverso i rilievi. Sarà necessario stabilire la traiettoria seguita dall’aeromobile, la quota alla quale stava volando e l’esatta sequenza degli eventi immediatamente precedenti allo schianto.

Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire se l’eventuale contatto con i cavi sia stato la causa diretta dell’incidente oppure se il mezzo avesse già incontrato qualche difficoltà prima dell’urto.

L’autogiro era decollato dal Varesotto

Un altro particolare emerso dalle prime ricostruzioni riguarda la provenienza del velivolo. L’autogiro sarebbe decollato da Albairate, nel Varesotto, prima di dirigersi verso la zona dell’alta Valle Antrona.

Non sono ancora noti lo scopo del volo, l’itinerario programmato e la destinazione finale. Anche questi elementi potranno contribuire alla ricostruzione dell’incidente e permettere di comprendere perché il velivolo si trovasse nell’area di Campliccioli al momento della tragedia.

Non era un elicottero: cos’è un autogiro

Le primissime notizie avevano parlato genericamente di un elicottero o di un aeromobile. Il mezzo coinvolto sarebbe invece un autogiro, chiamato anche giroplano, un tipo di velivolo che esteriormente può ricordare un piccolo elicottero ma funziona in maniera differente.

Nell’autogiro il motore aziona normalmente un’elica che produce la spinta necessaria al movimento, mentre il grande rotore superiore non viene direttamente mosso dal motore durante il volo: gira per effetto dell’aria che lo attraversa, secondo il principio dell’autorotazione, generando la portanza necessaria a mantenere il mezzo in volo.

È quindi un aeromobile con caratteristiche tecniche proprie, distinto sia dall’aereo tradizionale sia dall’elicottero.

Gli accertamenti sulla dinamica

La priorità adesso è ricostruire cosa sia accaduto nei secondi precedenti alla caduta. I rilievi sul luogo dello schianto e l’esame dei resti dell’autogiro dovranno verificare l’ipotesi dell’impatto con i cavi della funivia e accertare eventuali altri fattori che possano aver contribuito all’incidente.

Il bilancio, purtroppo, è già definitivo per le persone a bordo: due morti, un uomo di 60 anni e una donna di 63. Quello avvenuto nella tarda mattinata del 26 agosto è così diventato un nuovo grave incidente aereo sulle montagne italiane.

Resta ancora da chiarire la dinamica completa: l’autogiro era partito dal Varesotto e aveva raggiunto l’alta Valle Antrona quando, nei pressi della diga di Campliccioli, qualcosa è andato storto. L’ipotesi principale emersa nelle prime ore è quella dell’urto con i cavi diretti verso Camposecco, ma soltanto gli accertamenti potranno stabilire con certezza cosa abbia provocato la caduta del velivolo.

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