
Mentre le fiamme avvolgevano intere colline con una furia implacabile, un fumo denso e irrespirabile oscurava il cielo trasformando il paesaggio in un vero e proprio inferno terrestre. Le persone cercavano disperatamente una via di fuga lungo strade ormai bloccate dal fuoco, mentre i soccorritori si facevano strada a fatica tra raffiche di vento caldissimo e visibilità quasi azzerata. La violenza dell’incendio non ha lasciato scampo a molte abitazioni, costringendo migliaia di famiglie ad abbandonare ogni cosa nella speranza di porsi in salvo prima che l’ondata di calore travolgesse ogni struttura.
La drammatica emergenza nel nord del paese
L’emergenza si è concentrata principalmente nelle regioni settentrionali dell’Algeria, dove le autorità locali hanno dovuto affrontare una situazione drammatica e in rapida evoluzione. Il ministro dell’Interno e dei Trasporti, Saïd Sayoud, si è recato d’urgenza nella provincia di Béjaïa per monitorare da vicino le operazioni di soccorso e coordinare gli interventi sul campo. Il bilancio provvisorio è purtroppo gravissimo, con la conferma di almeno dodici vittime ufficiali individuate tra le aree più colpite. Le perdite umane si distribuiscono in modo tragico su diversi territori: quattro persone hanno perso la vita nella provincia di Béjaïa, cinque nella provincia di Jijel e tre nella zona di Tizi Ouzou.
Il difficile lavoro dei soccorritori e i feriti
I soccorsi stanno lavorando senza sosta per prestare assistenza alle centinaia di persone coinvolte dalla furia dei roghi. L’ospedale di Souk El Tenine ha registrato finora l’arrivo di cinquantaquattro feriti, dei quali almeno sei versano attualmente in condizioni estremamente gravi. La Protezione civile ha censito centocinquantanove incendi attivi su scala nazionale, con oltre ottanta focolai che risultano ancora completamente fuori controllo nonostante il dispiegamento imponente di uomini e mezzi antincendio.
Le condizioni meteorologiche hanno giocato un ruolo determinante nella rapida diffusione delle fiamme. Un’ondata di calore eccezionale ha spinto i termometri fino a soglie vicine ai cinquanta gradi in diverse province costiere affacciate sul Mar Mediterraneo. A complicare ulteriormente il lavoro dei vigili del fuoco sono state le violente raffiche di scirocco, che soffiano ininterrottamente da oltre ventiquattro ore alimentando costantemente i focolai e rendendo imprevedibile la direzione del fuoco.
L’impatto sulla viabilità e sui servizi essenziali è stato immediato e devastante per la popolazione locale. Diverse autostrade e arterie stradali nazionali sono state chiuse d’urgenza al traffico, in particolare nei territori compresi tra Jijel, Béjaïa e Annaba, per evitare che gli automobilisti rimanessero intrappolati tra le fiamme. A scopo puramente precauzionale, le autorità governative hanno ordinato l’interruzione dell’energia elettrica per decine di migliaia di abitazioni situate in prossimità delle linee ad alta tensione, cercando di scongiurare il rischio di ulteriori pericoli nei centri abitati.


